Mercato

01 marzo 2017 | 14:59

La startup Flashbeing presenta l’omonima app per gestire in un’unica schermata le attività professionali, dai social all’agenda

La Bolzano Flashbeing, startup fondata da Matteo Biasi, ha lanciato il 27 febbraio il progetto ‘your day, one app’ che racchiude Flashbeing: un’ applicazione in grado di riunire tutte le principali attività professionali di una persona collegando notizie, comprese quelle dai social, conversazioni con colleghi e amici, agenda.

Matteo Biasi

Come riporta la nota stampa, l’azienda, negli ultimi quattro anni, con un team giovanissimo tra i 18 e i 22 anni, ha programmato un software, il Carbyne Engine, che con mezzo milione di righe di codice aggrega le maggiori funzionalità utilizzate dagli utenti portando a una diminuzione del 99% del traffico dati consumato (ovvero circa 1 Gb al mese), dell’energia utilizzata con un conseguente risparmio di batteria del 30% e dei tempi di attesa del 70%.

Flashbeing è utilizzabile su smartphone, pc e tablet attraverso app native gratuite disponibili per i sistemi operativi iOS, Android, Windows 10, Windows 10 mobile e MacOS, oltre che attraverso la piattaforma web (https://flashbeing.com).

Come sottolinea la nota stampa, rimanere informati, comunicare e organizzarsi sono le tre funzioni principali che Flashbeing fornisce ai suoi utenti. In un’unica schermata, come fosse un sistema operativo o un browser, Flashbeing consente di visualizzare news provenienti da diversi canali, compresi social network come Facebook e Twitter, l’agenda, le conversazioni con i propri amici. “Flashbeing è un tool che permette di essere più produttivi durante la giornata e perdere il minor tempo possibile”, spiega Biasi.

La app consente inoltre le personalizzazioni tipiche dei social network come l’impostazione di un proprio profilo e la pubblicazione di contenuti garantendo allo stesso tempo, e a differenza di molti competitor, uno strettissimo controllo della privacy. Un’altra funzione di Flashbeing consente di ‘collezionare’ contenuti di interesse consentendo di mettere ordine e ritrovare agevolmente contenuti che altrimenti andrebbero persi. Il target di clientela iniziale, di circa 39 milioni di utenti a livello globale, è rappresentato dal segmento ‘professionisti’ e dal segmento ‘studenti universitari’, individui per cui il tempo è una risorsa critica e importante.

“Tutte le funzioni del Carbyne Engine”, spiega Matteo Biasi, “hanno un unico scopo: consentire ai suoi utenti di guadagnare tempo nella dimensione online per vivere e fare affari nella vita offline, essere Flash in rete per essere più Human nella vita reale. Oggi per ogni azione abbiamo bisogno di una App specifica perdendo moltissimo tempo nel passaggio dall’una all’altra. Perché aprire più siti per informarsi quando si possono impostare tutti i flussi delle nostre fonti preferite su Flashbeing e precaricarne i contenuti? Perché dover utilizzare un’altra app per consultare l’agenda o per chattare? Flashbeing è l’interfaccia unica che consente di ottimizzare i tempi della fruizione online con un’ottima user experience e qualità grafica”.

Carbyne Engine è il cuore di Flashbeing. “Si tratta di un’architettura nativa cross-device”, spiega Biasi. “Interamente sviluppato dal team di FlashBeing, non usa alcun plugin esterno e garantisce l’intero funzionamento della piattaforma. La sue caratteristiche principali sono la versatilità, la capacità di predire i contenuti che verranno ricercati dall’utente (consentendo un caricamento più veloce) e la predisposizione ad abilitare Flashbeing come piattaforma per integrare funzioni di Artificial Intelligence”.
Carbyne Engine inoltre precarica per la fruizione istantanea e offline oltre 2500 contenuti su un unico dispositivo, rilascia automaticamente gli aggiornamenti per tutte le piattaforme con lo stesso codice, permette di avere la stessa e completa esperienza tra piattaforme e dispositivi di produttori differenti. Il nome, Carbyne, prende lo spunto dal resistentissimo nanomateriale composto da una singola catena di atomi di carbonio collegati da legami atomici doppi che lo rendono il primo materiale praticamente monodimensionale.

Un’anteprima di Flashbeing, lanciata da un Matteo Biasi allora appena 19enne, si ebbe a settembre 2014: Flashbeing allora voleva diventare ‘The real network’, una piattaforma in grado di aggregare i social e consentire ai suoi utenti di guadagnare tempo e quindi vita. L’app allora raccolse circa seimila utenti a Bolzano, città natale del team, costituendo un buon test per capire le vere potenzialità del software: costruire uno strumento al servizio di un pubblico professionale a caccia di un ‘assistente virtuale’ alle proprie attività.

Come ricorda il comunicato stampa, dopo aver raccolto un primo round di finanziamento da 250.000 euro ora Flashbeing è in trattativa per un ulteriore investimento di 1 milione e mezzo di euro che gli consenta, dopo il lancio, di raggiungere velocemente il mercato europeo.