01 marzo 2017 | 15:18

Da Tim 11 miliardi per coprire al 95% l’Italia con la banda ultralarga. L’ad Cattaneo: saremo presenti nei contenuti per non ripetere gli errori delle telco con gli ott come Google e Facebook

Undici miliardi di euro per coprire al 95% l’Italia con la banda ultralarga. Ad annunciare l’investimento in programma per Tim nei prossimi anni è l’ad Flavio Cattaneo, intervistato oggi dal ‘Corriere della Sera‘.

Flavio Cattaneo, ad di Telecom Italia (foto Olycom)

“Vogliamo rendere la vita più facile ai clienti attraverso l’unione della nostra tecnologia con accordi in esclusiva, come quelli con Samsung o Bang & Olufsen”, spiega Cattaneo. Accordi “che consentono di avere prodotti di qualità con la nostra infrastruttura”.

“Tutti gli azionisti – sottolinea -, non solo Vivendi, hanno condiviso il piano industriale, che è un piano di trasformazione e sviluppo, non solo in Italia ma anche in Brasile”.

E sulla situazione della fibra in Italia: “in soli due anni, la copertura del Paese in banda ultralarga da parte di Tim è passata dal 24% al 60%: nei prossimi anni investiremo complessivamente 11 miliardi di euro per arrivare al 95% dell’Italia raggiunta dalla fibra ottica. A cui va aggiunta la banda ultralarga wireless”.

“A oggi viaggiamo a circa 500mila case al mese connesse. Il nostro obiettivo – spiega l’ad – è diventare la società meglio infrastrutturata, non solo in Italia ma a livello internazionale, con velocità fra i 100 e i 1000 megabit al secondo e il mobile di ultimissima generazione, per il quale a Torino abbiamo già avviato la sperimentazione del 5G”.

“I nostri clienti avranno contenuti televisivi premium”, prosegue Cattaneo, ma “per lo sport dipenderà dai costi dei diritti per la banda larga, musica, gaming. Nella prima era delle tlc”, ricorda, infatti, l’ad, “le società di telecomunicazioni hanno effettuato investimenti miliardari per realizzare infrastrutture dati di cui poi hanno beneficiato gli over the top (Facebook, Google, ndr) che oggi capitalizzano più delle telco stesse. Questa seconda era vedrà i contenuti al centro dell’attenzione e non possiamo commettere gli errori del passato, quindi noi saremo presenti nei contenuti”.

Tutto, dunque, senza fare il mestiere di altri, perché, come spiega Cattaneo, “noi facciamo il nostro mestiere, che è quello di offrire connessione, servizi, e, anche grazie ai nostri partner, permettere ai clienti di avere contenuti premium, siano essi film, serie o musica: avere Tim Music con oltre 25 milioni di brani a catalogo non significa che diventiamo produttori musicali, ma che offriamo più servizi”.

“Sui contenuti non sportivi, saremo attivi nei diritti”, conclude Cattaneo, “come già fatto con l’accordo in esclusiva con Rai, e anche nelle co-produzioni, nazionali e internazionali. Oltre a canali lineari di terzi, anche sportivi, in corso di valutazione”.