01 marzo 2017 | 17:25

Giacomelli ha ragione, la dirigenza Rai deve riflettere, dice il deputato Pd Anzaldi. Ci si aspettava un segnale chiaro, mentre sono tanti i dubbi sul loro operato

“Quelle del sottosegretario Giacomelli sono parole giustamente dure che dovrebbero far riflettere. Se oltre a maggioranza e opposizione, anche il Governo ritiene fallimentare il bilancio di questa dirigenza Rai, il segnale politico è chiaro e bisognerebbe trarne le conseguenze”. Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Vigilanza Rai, commenta così la lettera del sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, pubblicata oggi sul ‘Corriere della Sera’.

“Giacomelli”, spiega Anzaldi all’Ansa, “ha ragione: questa dirigenza Rai ha perso troppe occasioni, tradendo le aspettative di rinnovamento e il mandato ricevuto. Lo sostengo da tempo, ora vedo che i miei dubbi sono gli stessi che segnala il sottosegretario”.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

“Ma veramente si può pensare che il problema principale della Rai siano i mega stipendi di qualche decina di artisti e giornalisti?”, dice tornando sul tetto agli stipendi e riprendendo le considerazioni espresse a riguardo da Giacomelli. “Vedendo l’improvvisa e generale alzata di scudi della dirigenza di Viale Mazzini, dg e presidente ma anche i consiglieri, qualcuno evidentemente sembra crederlo. Dai vertici Rai nominati durante il Governo Renzi, che ha fatto dei tagli ai maxi stipendi uno dei suoi primi provvedimenti, ci si attendeva però un segnale chiaro. Invece, come giustamente sostiene il sottosegretario Giacomelli, hanno fatto melina, sono andati avanti a colpi di assunzioni esterne, e alla fine è dovuto arrivare l’intervento del parlamento”.

“Abbiamo scoperto le storture dei mega stipendi grazie alla trasparenza voluta per legge dal Governo nella Riforma Rai”, aggiunge ancora. “Ma gli interrogativi sull’operato dei vertici Rai sono tanti: sull’assenza di un piano editoriale, sullo smantellamento dell’informazione, sulle mancate risposte all’Anac”. “Dubbi che”, conclude, “esprimo da mesi e che ora ritrovo anche nelle parole del Governo”.