02 marzo 2017 | 11:34

Snapchat si prepara al debutto in borsa. Fissato a 17 dollari il prezzo per le azioni, per un valore di mercato della società che supera i 24 miliardi

Snap Inc, società californiana proprietaria del servizio di messaggistica SnapChat, ha fissato a 17 dollari il prezzo di collocamento per la sua Ipo, al di sopra del range indicativo inizialmente compreso tra 14 e 16 dollari. Snap, che ha raccolto 3,4 miliardi dall’offerta di 200 milioni di azioni (55 milioni messi a disposizione dagli azionisti e 145 milioni dalla società), ha spuntato una valutazione di 24 miliardi di dollari, che rende la sua Ipo la maggiore negli Stati Uniti dal debutto a Wall Street di Alibaba del 2014.

Enorme l’interesse degli investitori per il debutto sul New York Stock Exchange della società – fondata da Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brown durante la loro permanenza alla Stanford University – , previsto per la giornata odierna, dubutto da molti considerato un test per altre realtà high-tech pronte a sbarcare sui listini azionari come Airbnb o Uber.

Due dei tre fondatori di Snapchat, Evan Spiegel e Bobby Murphy (foto Olycom)

Snapchat, nel 2016, ha visto i ricavi salire dai 57,7 milioni del 2015 a 404,5 milioni ma la perdita netta è peggiorata da 372,9 milioni a 514,6 milioni. Il quadro, secondo gli esperti presenta comunque la situazione tipica di una startup pronta a sbarcare in Borsa, con ricavi in forte crescita e destinati a raggiungere il miliardo già quest’anno ma perdite consistenti per la necessità di effettuare gli investimenti necessari per sostenere una crescita frutto anche della popolarità. Come dimostrato anche dai numeri degli utenti: nel trimestre chiuso il 31 dicembre, erano 158 milioni quelli giornalieri attivi, il 48% in più rispetto al pari periodo del 2015 anche se in rallentamento rispetto al passato.

Non mancano comunque i timori. Gli investitori temono infatti una serie di fattori come il rallentamento della crescita degli utenti, la crescente concorrenza di Facebook, l’eccessivo controllo dei fondatori e le ripercussioni dei passati eccessi nelle valutazioni raggiunte durante i precedenti fundraising. L’Ipo di Snapchat segue infatti di pochi mesi l’ultimo fund raising dello scorso maggio che ha spinto la valutazione fino a 17,8 miliardi di dollari per una raccolta di 2,4 miliardi.