02 marzo 2017 | 14:58

Nonostante le previsioni negative del bilancio 2016, Mediaset conferma gli investimenti in programma per i prossimi 4 anni

Si profila un 2016 in rosso per i conti di Mediaset, che saranno presentati nel Cda di aprile. Nel bilancio potrebbero essere contenute svalutazioni, ma a pesare saranno soprattutto i ‘danni’ della vicenda Premium e del mancato acquisto da parte di Vivendi. E’ quanto emerso durante l’incontro tra azienda e il coordinamento dei Cdr del Biscione. Nella riunione sono state smentite le voci di esuberi e trasferimenti, con lo spostamento del Tg5 da Roma a Milano che sarebbe stato studiato senza che al momento siano state prese decisioni. In tutto i giornalisti Mediaset con sede a Roma sono 120, dei quali 55 al Tg5, mentre gli altri sono distribuiti tra News Mediaset, Tgcom24 e Videonews.

Confermati nel prossimo quadriennio investimenti per circa 250 milioni, prevalentemente sulla tecnologia, e per circa 500 milioni all’anno in diritti e contenuti. È stata nuovamente smentita qualsiasi trattativa con Sky per la cessione di Premium e i diritti della stagione 2017-2018 della Champions league dovrebbero venir esercitati. Mediaset ha inoltre confermato di voler partecipare alle aste per i diritti della serie A, dell’Europa League e anche per la Champions League, anche se su questa competizione – che ha appesantito i conti di Premium e di tutto il gruppo – in realtà non si punterà più.

Nella foto Vincent Bollorè e Pier Silvio Berlusconi

Tornando al fronte francese e alle tensioni con Vivendi, stando a quanto riporta oggi ‘Il Messaggero’, continuano a circolare voci su alcune soluzioni che potrebbero portare alla risoluzione della contesa tra Mediaset e la media company di Vincent Bollorè. Una di queste, scrive il quotidiano, vedrebbe i francesi ridurre la loro partecipazione nel capitale della tv di Cologno scendendo dal 28,8% al 9,9%, con Fininvest che potrebbe invece acquistare da Vivendi fino al 9,9% del capitale di Telecom. Spazio anche per Premium, che verrebbe valorizzata al prezzo di 100 milioni (contro i 750 milioni dell’accordo di aprile), e anche per accordi legati ai posti in Cda, con Mediaset che ne assegnerebbe due a Vivendi, e Fininvest che ne riceverebbe altrettanti nel board della telco italiana.

In ogni caso, ricorda ancora il giornale, le pressioni maggiori per Vivendi provengono dall’istruttoria di Agcom. “Tutto concorre per una sanzione contro Vivendi affinchè scelga tra Tim e Mediaset: Parigi potrebbe optare di restare nella seconda, cedendo il 14% di Tim ad alcuni fondi”, scrive il Messaggero. “Sarebbe un piano B che farebbe scattare subito dopo l’opa su Mediaset”. Una situazione che – conclude il giornale – potrebbe spingere Mediaset a guardare con maggior interesse alla prima ipotesi, con il coinvolgimento di Tim.