02 marzo 2017 | 15:44

Continuano i dubbi sul futuro del Milan: la China Construction Bank non commenta le voci su un suo coinvolgimento nella trattativa. E intanto il club valuta se concedere una nuova proroga

“Al momento preferiamo non fare commenti sulla trattativa Milan-cordata cinese”. Così si è espressa China Construction Bank (Ccb) sulla voce che ne ipotizzava la presenza nel consorzio guidato dal fondo Sino Europe Sport per l’acquisto del Milan. Dopo la smentita di Huarong a Business Insider e di China Merchant Bank ad Agichina, la cautela di Ccb, espressa in una mail inviata ad AgiChina, sembra un’ulteriore conferma delle difficoltà degli investitori che a giorni avrebbero dovuto acquisire il controllo del club rossonero.

Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Nei giorni scorsi il consorzio Ses aveva chiesto a Fininvest di rinviare il closing, atteso per il 3 marzo, e il Milan starebbe ora valutando l’ipotesi di una nuova proroga per fine marzo, che verrebbe concessa solo in cambio di una garanzia: il versamento della terza caparra da 100 milioni di euro. La decisione se concedere o meno un ‘tempo supplementare’ dovrebbe essere presa entro domani, quando scadrà il termine per la cessione del club rossonero.

A pesare sui ritardi diversi fattori, primo fra tutti la stretta sulla fuoriuscita di capitali imposta da fine novembre dalle autorità cinesi, che nel caso della vicenda Milan si è tradotto in lungaggini burocratiche. In assenza delle autorizzazioni da Pechino – con il governo che alcune fonti dipingono come contrario all’operazione – Ses ha percorso una strada parallela, impegnando capitali che sono già fuori dalla Cina.

Silvio Berlusconi – segnala Agi – non avrebbe nascosto la sua preoccupazione. “O arrivano i soldi o mi tengo il Milan”, avrebbe detto ieri ad Arcore parlando del destino della squadra con i suoi fedelissimi.