02 marzo 2017 | 16:17

Michele Santoro querela ‘La Stampa’: non esistono compensi per il mio lavoro. Le cifre indicate confondono volutamente spese di redazione, riprese e montaggi di Zerostudio’s

“La pubblicazione da parte de ‘La Stampa’ della falsa notizia secondo cui il sottoscritto percepirebbe dalla Rai 2,7 milioni di euro per la realizzazione di tre programmi televisivi ha sollevato un enorme clamore mediatico. Comunico di aver dato mandato ai miei legali di fiducia di agire nelle sedi competenti al fine di tutelare la mia immagine e la mia identità personale e professionale”. Lo rende noto Michele Santoro in un comunicato.

“Le cifre indicate – spiega – come già precisato nella mia richiesta di rettifica inviata al Direttore de ‘La Stampa’, pubblicata tardivamente e senza la giusta evidenza, sono comprensive di tutto quanto è necessario alla realizzazione delle trasmissioni: redazione, riprese, montaggi, studi, regie, diarie e così via. La società Zerostudio’s – prosegue Santoro – deve consegnare dodici puntate di tre differenti programmi ‘chiavi in mano’ e una riedizione di una serie di ‘Sciuscia’”. Il pagamento avverrà solo a consegna avvenuta”.

“Con una impaginazione suggestiva”, conclude Santoro, “si crea volutamente una confusione nel pubblico collocando tra i compensi dei cosiddetti ‘vip’ le cifre di un contratto di acquisto che riguarda la società Zerostudio’s che attualmente è una Spa e di cui non sono l’unico socio. Così si scredita la mia figura e si danneggia l’attività professionale di un gruppo di lavoro. Sono stato costretto ad adire le vie legali dopo che anche ‘La Stampa’ non ha colto il mio invito a controllare l’intera contabilità delle puntate già realizzate in perdita accertando che non esistono compensi per il mio lavoro”.