02 marzo 2017 | 18:40

Lega A sposta voto per il rinnovo della presidenza: prima lo statuto poi le cariche, chiedono i club. E intanto confermano a ‘larga maggioranza’ il sostegno per la rielezione di Tavecchio alla guida della Figc

Prima il nuovo statuto, poi il presidente. La Lega Serie A sceglie questa strada e fa slittare per la seconda volta slittare il rinnovo delle cariche. Il prossimo appuntamento non è ancora fissato ma avverrà fra circa un mese, durante il quale le sei grandi e le 14 medio-piccole dovranno trovare l’intesa sulla riforma della governance. Intanto lunedì a Roma i club si schiereranno a ‘larghissima maggioranza’ a favore della rielezione alla guida della Federcalcio di Carlo Tavecchio, sempre più favorito sullo sfidante, Andrea Abodi.

Dopo una breve prima puntata del 20 febbraio, l’assemblea della Lega Serie A è ripresa il 2 marzo, proseguendo per meno di un’ora, compresa la pausa chiesta quasi subito dalle medio-piccole quando le big hanno esordito con la dichiarazione di voto pro Tavecchio. Dopo un rapido confronto, anche le medio-piccole si sono dichiarate quasi tutte allineate per la sua conferma.

Così, riassume Ansa, è stato messo a verbale che “la Lega Serie A ha deciso a larghissima maggioranza di esprimere il proprio appoggio alla rielezione di Tavecchio”, come ha spiegato il presidente Maurizio Beretta. Salvo sorprese nell’urna, più di 15 società sono su questo fronte e la Lega Serie A è meno divisa di quanto sperasse Abodi per provare a piazzare il sorpasso.

Maurizio Beretta

Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio Serie A (foto Olycom)

Fra i club la distanza è maggiore su riforma dello statuto e nuovo presidente. Le medio-piccole hanno chiesto altri 15 giorni per valutare la bozza di statuto realizzata dalle big per snellire l’iter decisionale: per ora sono previsti un presidente di garanzia, un direttore generale e due nuove figure esecutive (che a tratti rischiano di sovrapporsi), un amministratore delegato e un consigliere delegato, con poteri (su diritti tv e aspetti finanziari) e funzioni ora in capo all’assemblea. Una volta definiti i ruoli, bisognerà scegliere i manager. Ciò potrebbe accadere contestualmente con l’elezione del presidente (con il nuovo statuto potrebbero cambiare le regole di voto), altro aspetto su cui manca l’accordo: una parte dei club punta a un nuovo mandato per Beretta (eletto nel 2010, confermato nel 2013), l’altra conta nel frattempo di trovare un candidato alternativo.

Intanto in Federcalcio la Lega sarà rappresentata da Beretta e dai due consiglieri federali uscenti, Lotito e Pozzo, da “intendersi prorogati per un ragionevole periodo di tempo destinato alle nuove elezioni”, secondo un parere della Corte federale del 2 dicembre 2004. Resta da capire se un mese basterà per questa piccola rivoluzione.