03 marzo 2017 | 17:33

Il racconto dei servizi pubblici radiotv un antidoto contro i muri in Europa, dice la presidente Rai, Maggioni. Il dg Campo Dall’Orto: contro la seduzione delle fake news faremo sempre di più anche nell’informazione digitale

Nell’ottobre 1989, quando è caduto il Muro di Berlino, ce n’erano altre 16 di queste barriere tra popoli nel mondo, oggi sono 63. Segno che anziche’ andare avanti si e’ andati a ritroso. E allora occorre che si ridia fiato alle ‘riconnessioni’ tra popoli, anche grazie ai racconti da parte dei servizi pubblici radiotelevisivi europei, che rappresentano “i migliori antidoti ai muri”. Lo ha detto la presidente della Rai, Monica Maggioni, aprendo i lavori di ‘Reconnecting Europeans, the role of public service media‘, incontro organizzato a Viale Mazzini, in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma e del 30esimo del lancio del Programma Erasmus, che vede tra i partecipanti diversi esponenti delle istituzioni Ue, anche l’intervento del direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto: Olycom)

Maggioni ha definito l’appuntamento “indispensabile, perche’ idealmente siamo nella scia di quello che sarà un mese di occasioni per discutere del senso di Europa e di cosa potremmo fare per l’Europa tutti insieme. Un mese in cui forse potremo decidere anche nel nostro racconto quotidiano, nelle nostre scalette dei tg e nei nostri programmi di bilanciare le urla contro l’Europa con il racconto dell’Europa”.

Per la presidente della Rai “e’ un’Europa che ha dato opportunità”. “Non e’ certo tutto perfetto”, ha ricordato citando anche alcuni dati delle ricerche sui più giovani, il 90% dei quali “ha una grandissima sfiducia nelle istituzioni”. Maggioni ha sottolineato che c’è anche una responsabilità dei media se esiste distanza tra politica, istituzioni e cittadini, “media percepiti come quelli dall’altra parte della barricata”. “Su questa distanza dobbiamo decidere di agire tutti insieme. I luoghi dell’aggregazione, del consenso e del pensiero non sono più quelli tradizionali, e noi media abbiamo il dovere di andare lì dove l’aggregazione si sta formando, abbiamo gli strumenti per farlo, facciamolo tutti insieme, c’è questo senso di urgenza su cui lavorare e lavoriamo come Rai e come Ebu”.

Il ruolo della comunicazione del servizio pubblico “e’ fondamentale per raccontare” l’Europa, “chi siamo, storie ed errori, con uno sforzo di verità che va oltre lo sforzo di smantellare le fake news e raccontare le storie positive”, ha detto invece Federica Mogherini, alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri,intervenendo brevemente con un contributo video.

Per Mogherini, “in questo momento storico c’e’ bisogno dell’Unione europea: siamo di fronte ad un’Europa necessaria, gli europei ne hanno bisogno per fronteggiare le acque agitate di questa globalizzazione, e i servizi pubblici sono fondamentali, innanzi tutto per raccontare cosa è questa Unione europea, anche i risultati e i limiti di essa”.

Sul tema delle fake news si è invece soffermato nel suo discorso di chiusura il dg Rai, Antonio Campo Dall’Orto. “C’è sempre stata una fascinazione per l’informazione falsa. In questo momento c’è la seduzione delle notizie non verificate forse perché ci assomigliano”, ha detto. “Tutto questo deve essere un nemico da combattere senza indugi per i servizi pubblici sui mezzi classici e nuovi e noi infatti lo faremo sempre di più anche nell’informazione digitale”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Per il dg – che a margine dell’incontro ha negato ci siano state novità e interventi dal Tesoro sul fronte del tetto degli stipendi per le star – “oggi è più importante di ieri essere in Europa. I servizi pubblici possono fare tre cose per ribadirlo ed è quello che cercheremo di fare noi”. In un momento come questo, ha continuato, “riportare fascinazione sulle istituzioni è molto difficile. Per farlo il racconto non può prescindere dal rimettere l’individuo al centro”. Questo “non significa non svolgere il proprio ruolo dal punto di vista informativo. I servizi pubblici al giorno d’oggi devono essere un presidio di razionalità. Le emozioni servono per raccontare le storie ma non possono generare l’informazione”.

Infine il dg ha affermato che pensando al sistema produttivo europeo bisogna aver presente che il mondo dei media “volge in modo inequivocabile verso un sistema di soggetti sempre più grossi”. Oggi tra le realtà europee si sente “più forte che mai un sentimento di vicinanza sia valoriale che industriale. Non ci si può pensare da soli”.