03 marzo 2017 | 9:12

Il Cdr dell’Ansa esprime la sua preoccupazione per il bando europeo di le convenzioni sui servizi di informazione

In una nota diramata nella serata del 2 marzo, il Cdr dell’Ansa ha espresso i suoi dubbi e preoccupazioni per la questione relativa alla scelta del Governo di indire un bando europeo per le convenzioni con le agenzie di informazione. Nel suo intervento il Cdr ha sottolineato in particolare anche il rischio di veder così “consegnare parte delle già limitate risorse anche ad aziende straniere, alcune delle quali partecipate dai rispettivi governi” e, definendo “eccessivamente timida la posizione della Fieg”, ha ribadito il suo sostegno alle iniziative promosse dalla Fnsi.

Ecco il testo integrale del comunicato:

“Il Cdr dell’Ansa, sentita la Consulta dei fiduciari delle redazioni, esprime la forte preoccupazione dei giornalisti dell’Agenzia sull’annunciato progetto del governo di ricorrere ad un bando europeo per le convenzioni con le agenzie di informazione, senza che risulti un analogo precedente, né alcun caso di reciprocità da parte di altri governi. In particolare ne sottolinea il rischio di non tutelare adeguatamente il pluralismo ed il sistema informativo del Paese e di consegnare parte delle già limitate risorse anche ad aziende straniere, alcune delle quali partecipate dai rispettivi governi. Se tali rischi si concretizzassero, anche la stessa immagine e l’interesse del Paese ne risentirebbero in modo negativo.

Il Cdr dell’ANSA e la Consulta dei fiduciari delle redazioni, giudicata eccessivamente timida la posizione della Fieg nei confronti dei progetti del governo, si impegnano a sostenere le iniziative già annunciate dalla Fnsi in difesa dei posti di lavoro messi così a rischio senza che vi sia chiarezza nei piani di riordino di un settore così delicato come l’informazione primaria. Riordino che gli stessi giornalisti ritengono necessario, ma programmandolo e gestendolo in modo condiviso.

Il Cdr dell’ANSA e la Consulta dei fiduciari delle redazioni si impegnano a promuovere ulteriori iniziative, una volta chiariti gli aspetti della procedura di bando che dovrebbero essere approfonditi tra governo e aziende editoriali il 6 marzo, finalizzate ad informare l’opinione pubblica sul rischio per l’occupazione e di depauperamento dell’informazione primaria a servizio del sistema Italia”.