06 marzo 2017 | 11:59

Le organizzazioni americane per la libertà di stampa pronte a lanciare un sito unico per segnalare gli attacchi (di Trump, ma non solo) contro i giornalisti nel Paese

Gli attacchi mossi da Donald Trump alla stampa – tra accuse alle testate di news di essere ‘nemici del popolo’ e la decisione di escludere i giornalisti di alcune testate dalle conferenze stampa alla Casa Bianca – non possono che aver allarmato le organizzazioni americane impegnate a difesa della libertà di stampa. Alcune di queste hanno deciso di reagire e di fare squadra per lanciare nel corso del 2017, forse già agli inizi dell’estate, un sito – per ora ancora senza nome – per segnalare attacchi e violazioni.

All’iniziativa, segnalata dal sito Poynter.org, hanno aderito diverse realtà tra fondazioni e comitati già attivi nel campo (come il Committee to Protect Journalists, la Freedom of the Press Foundation, il Reporters Committee for the Freedom of the Press, il Knight First Amendment Institute della Columbia University e l’Index on Censorship). L’idea alla base non sarà solo quella di tenere d’occhio l’atteggiamento della nuova amministrazione americana, anche se è innegabile che gli attacchi mossi prima e dopo l’elezione da Trump, con quella che il sito definisce “la sua retorica contro la stampa”, non possono che aver costituito un’importante spinta per la sua creazione.

Trevor Timm

Il progetto sarebbe nato circa un mese fa, ha spiegato Trevor Timm, direttore esecutivo della Freedom of Press Foundation, dalla costatazione che non esista un database comune per raccogliere e segnalare gli attacchi mossi alla stampa nel Paese, dagli arresti, fino ai sequestri del materiale. “Non c’è uno spazio in cui tutte queste notizie possano essere raccolte per dare un quadro dettagliato di come sia la situazione della libertà di stampa”, ha spiegato Timm, citando il caso di diversi reporter arrestati mentre coprivano le proteste nel giorno del giuramento di Trump. “Se questi attacchi hanno luogo”, ha concluso, “vogliamo far sì che siano amplificati, in modo che gli americano sappiano cosa succede”.

Il sito sarà presente sui social e sarà finanziato dai diversi partner con le donazioni, non con la pubblicità.