Cinema, Comunicazione, Editoria, Televisione

08 marzo 2017 | 13:41

Nel 2016 gli italiani hanno investito 3 miliardi di euro per i bambini tra i 3 e i 13 anni. I dati Doxa: cresciute del 34% le spese per il cinema e del 5,5% per i libri, mentre la tv registra un +2,8%. In negativo l’editoria, con un -2% (INFOGRAFICHE)

La spesa degli italiani per i bambini in età 3-13 anni nel 2016 ha raggiunto il totale di tre miliardi di euro, crescendo del 7% circa rispetto al 2015, ossia sette volte rispetto al Pil (+0,9%) e cinque e più volte rispetto al totale dei consumi delle famiglie (+1,2%). A rivelarlo è uno studio Doxa presentato durante la terza edizione dei Kids Marketing Days, in programma l’8 e il 9 marzo a Milano.

Dall’analisi, che mette per la prima volta a sistema i numeri dei maxi comparti cinema, libri, TV, giocattolo, cartoleria, parchi e acquari ed edicola, è emerso che nel nostro Paese si riservano ai più piccoli sempre maggiori attenzioni. E in particolare, come ha spiegato Marina Salamon, presidente di Doxa, i dati particolarmente positivi di settori come cinema, libri e parchi “dimostrano che c’è una attenzione maggiore verso la cultura”.

Scendendo nello specifico, il risultato più eclatante riguarda il cinema che in un solo anno ha messo a segno un balzo del 34,7% per un totale di 287 milioni di incassi al box office. Per un duplice motivo: più titoli in cartellone, cresciuti a 30 contro 27 dell’anno precedente, e fenomeni quali ‘Quo Vado’ di Checco Zalone, che da solo ha totalizzato 65 milioni di euro contro i 25 milioni messi a segno da ‘Star Wars – episodio VII’, vincitore della classifica 2015. “Anche se dovessimo depurarlo dall’impatto di Checco Zalone, il cinema per bambini e ragazzi continua a crescere”, ha specificato Fabrizio Savorani, senior advisor di Doxa Kids. “Con ben 8 titoli sui 10 più visti l’anno scorso dedicati proprio a bambini, ragazzi e famiglie, di cui 4 addirittura cartoni animati. Nel 2015 i cartoon della Top 10 erano solo 2″.

Anche i parchi tematici e gli acquari si sono distinti con una crescita a doppia cifra sul 2015, al +12%, sfiorando i 400 milioni di euro di giro d’affari. A farla da padrone è Gardaland (con il collegato Sea Life) che fattura 116 milioni di euro circa e registrato 3 milioni di visitatori. Segue Mirabilandia che con poco più di 2 milioni di visitatori nel 2016 ha incassato oltre 35 milioni di euro.

Fanno bene anche i libri per bambini e ragazzi con una crescita a valore del 5,3% e a volume dell’1,6% per un totale di 232 milioni di euro. Con in cima alla classifica il best seller ‘La maledizione dell’erede’, l’ottavo capitolo della saga di Harry Potter.

Molto bene anche i giocattoli che da soli valgono oltre la metà dell’intero comparto del business kids: quasi 1,6 miliardi di euro a fine 2016 con un balzo del 4,5% sul 2015. I dati, specificano da Doxa, sono relativi al target 3-13 anni, depurati dai numeri del comparto Infant & Toddler. In particolare, nei mesi gennaio-ottobre 2016 la crescita del settore è stata persino doppia rispetto al totale anno: +8,9%.

Guardando agli altri settori, sostanziale pareggio per la cartoleria, con una spesa totale di 132 milioni di euro, mentre quello legato alla tv – dove figurano 17 cannali kids, assommando l’offerta free & pay – ha registrato una crescita del 2,8% rispetto al 2015, con una spesa pari a 181 milioni di euro. Di questi, 106 milioni sono legati agli investimenti pubblicitari ( da ricordare che lo scorso anno a partire dal 1 maggio su Rai YoYo sono stati eliminati gli spot pubblicitari, “liberando” circa 17 milioni), mentre i restanti 75 milioni corrispondono alle stime di spesa per le pay tv.

In negativo il settore editoriale, che ha registrato un giro d’affari da 245 milioni, in calo del 2% rispetto al 2015. Il 42% delle quote del mercato riservato ai più piccoli è legato alla vendita delle figurine, mentre le restanti sono suddivise tra il 27% dei flow-pack e il 31% dei periodici.

Le slide di sintesi della ricerca, disponibili sul sito Doxa.it