08 marzo 2017 | 11:52

Contro le fake news nessun ‘Tribunale della verità’. Il Garante della Privacy: dubbi anche sulla ‘scorciatoia tecnologica’

La lotta alle fake news, in particolare sul web, “e’ un’opera certamente complessa e faticosa, da condurre all’insegna dell’etica del dubbio e del senso del limite, ma non sostituibile con alcun Tribunale della verita’”. Lo scrive il Garante della Privacy, Antonello Soro, in una lettera al quotidiano La Repubblica.

Antonello Soro (Foto Olycom)

Antonello Soro (Foto Olycom)

Per Soro “la scorciatoia tecnologica — ovvero l’algoritmo in grado di depotenziare le notizie false ponendole in coda — non potra’ mai rappresentare una valida soluzione. Perche’ si alimenta della stessa logica viziata cui tenta di porre rimedio: la delega all’algoritmo di un’attivita’, quale il riscontro su fonti e notizie, che non puo’ che essere umana e valutativa”. “L’assimilazione dei social a media company e’ questione delicata e controversa – prosegue -. E’ sicuramente opportuna una responsabilizzazione, in parte gia’ in atto, dei big tech, rispetto all’uso distorto della rete che determini violazione della dignita’. Ma un’estensione di tale sistema al campo delle fake news rischierebbe di degenerare in censura”. Il Garante della Privacy evidenzia pero’ come “la ricorrente tentazione del penale (incriminando la diffusione di notizie ‘false, esagerate o tendenziose’) sia altrettanto fuorviante. Non solo perche’ riduce un fenomeno cosi’ complesso a mera questione criminale, ma anche perche’ rende la magistratura un tribunale della verita’, laddove in democrazia l’esattezza non e’ conseguibile altrimenti che con il pluralismo dialettico. E con il limite del rispetto dell’altrui dignita’, assistito dalle norme (esse si’ penali) su ingiuria, diffamazione, trattamento illecito di dati personali”. (ITALPRESS)