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14 marzo 2017 | 18:00

Ecco il documento con la nuova a Concessione di servizio pubblico varata dal Consiglio dei ministri. Che prevede, tra l’altro, che Viale Mazzini si doti di un piano editoriale news – DOCUMENTO

Le disposizioni più rilevanti per quanto riguarda i giornalisti contenute nella nuova Concessione di servizio pubblico varata dal Consiglio dei ministri venerdì scorso prevedono che la Rai si doti di un piano editoriale delle news pensando ad una riduzione del numero delle testate. L’altro principio sancito in concessione è che la Rai operi in maniera decisa contro le fake news.

Nel nuovo testo in cui per la prima volta si fa riferimento oltre ai programmi radiofonici e televisivi anche al c.d. servizio pubblico multimediale si legge tra l’altro che la società concessionaria “deve garantire un uso più efficiente delle risorse attraverso un piano di riorganizzazione dell’informazione che può prevedere anche la ridefinizione del numero delle testate giornalistiche e il rispetto del divieto assoluto di utilizzare metodologie e tecniche capaci di manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto delle informazioni”.

(foto Olycom)

Alla luce di questo il fatto che il dg della Rai Antonio Campo dall’Orto proprio ieri abbia accelerato il progetto per la nascita di una nuova testata web affidata a Milena Gabbanelli viene considerata da molti una mossa inopportuna su cui ci sarebbe anche la contrarierà del consigliere Rai Franco Siddi e su cui spara l’inesorabile Michele Anzaldi.

Ecco cosa dichiara il deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai: “L’annuncio da parte di questi vertici Rai dell’ennesimo direttore e dell’ennesima testata, Rai 24, rappresenta un vero e proprio schiaffo sia per il Governo, che ha appena inserito nella nuova Concessione la riduzione delle direzioni, sia per il Cda, tenuto all’oscuro e informato a cose fatte dai giornali dopo che il direttore generale aveva già presentato la novità ai direttori dei telegiornali, insieme ai massimi dirigenti di Viale Mazzini che dirigono il Personale e l’area Digital. Ancora una volta assistiamo ad un episodio di analfabetismo istituzionale e gestionale che sconfessa il mandato ricevuto”.

“Non erano passate neanche ventiquattr’ore – spiega Anzaldi – dalla decisione del Consiglio dei ministri di dare il via libera alla nuova Concessione stabilendo un principio chiaro: la concessionaria deve realizzare un piano editoriale che riduca i costi e razionalizzi le risorse. Neanche ventiquattr’ore, e il direttore generale aveva già riunito dirigenti e direttori per dare il via all’ennesima nuova struttura, a insaputa del Cda che fa bene a protestare. Intanto del nuova piano dell’informazione, a un anno e mezzo dall’insediamento di questi vertici, non c’è ancora traccia, mentre le direzioni aumentano e addirittura i direttori di testata verrebbero messi di fronte a pesanti riduzioni di organico senza che ci sia dietro alcun progetto complessivo per l’informazione”.

- Leggi o scarica il DOCUMENTO  Schema di Convenzione fra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI per la concessione per il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale (PDF)