16 marzo 2017 | 18:32

Cantone cambia versione: un lancio d’agenzia vale l’altro. E se una notizia è un bene fungibile si deve andare a gara. I Cdr sul piede di guerra

Giampaolo Roidi – Contrordine, colleghi. I notiziari giornalistici sono beni fungibili, intercambiabili, comparabili qualitativamente, anche se prodotti dell’ingegno e, in teoria, tutelati dal diritto d’autore. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, è stato chiaro questa mattina, a margine di un convegno sui 25 anni di Tangentopoli. “Siccome l’agenzia svolge un servizio per conto pubblico e quel servizio non viene assicurato da una sola agenzia, lo possono fare 10, vuol dire che è fungibile e si deve andare a gara, lo prevede il codice dei contratti”.

Discorso chiuso. Vista la soglia di spesa pubblica sostenuta da Palazzo Chigi per acquistare annualmente i notiziari delle agenzie di informazione (34 milioni per i notiziari in lingua italiana e 16 per quelli stranieri), Cantone dà ragione al governo Gentiloni e al ministro dello Sport con delega all’editoria, Luca Lotti. Per comprare questi servizi di agenzia il governo fa bene ad istruire una gara europea aperta, il codice degli appalti parla chiaro.

“Il bando europeo – ha spiegato Cantone – dipende dall’entità e dalla qualità. Il tema è che se è un servizio ed è certamente fungibile perché lo possono fare in tanti, è evidente che si deve fare una gara. Ovviamente poi il legislatore ha la possibilità di cambiare le regole, rispettando le direttive comunitarie ed eventualmente utilizzando tutte le possibili procedure del codice dei contratti. Ovviamente in presenza dei presupposti”.

Un lancio dell’Agi è sostituibile con un lancio dell’Ansa, è questo l’effetto di questa valutazione. Anche se il primo contiene lo scoop dell’anno e il secondo buca la notizia (ovviamente l’esempio può essere ribaltato, si fa per dire). Le agenzie sono prodotti fungibili, intercambiabili con altri dello stesso genere. Con buona pace del diritto d’autore e dell’opera dell’ingegno. Come una vite o una scatola di pelati, una notizia può valere l’altra. E, soprattutto, il governo può scegliere di quali notizie servirsi attraverso una procedura di acquisto aperta, gara per lotti (un nome, un destino), basta che il vincitore non sia uno solo.

Ieri mattina, parlando a margine di una sua lectio magistralis alla Statale di Milano, lo stesso Cantone aveva però detto una cosa diversa: “se quella specifica vicenda va qualificata come un servizio e non come contributo, l’unico modo di fare un appalto di servizio è utilizzare il codice dei contratti. Poi si può utilizzare la gara aperta o, se ricorrono i presupposti, anche la procedura negoziata. Il codice prevede varie tipologie di procedura e spetta al governo stabilire come”.

Come dire: si può fare un bando di gara o adottare una procedura negoziata, la scelta è del governo, dunque una scelta politica. Oggi la precisazione sulla fungibilità dei notiziari giornalistici. Si attendono a minuti reazioni della categoria (è in corso un aspro confronto tra i Cdr delle agenzie e la Federazione nazionale della stampa sulla posizione da prendere).

Il 6 marzo scorso, il responsabile del Dipartimento dell’editoria, Roberto Marino, in un incontro a Palazzo Chigi aveva annunciato ai manager delle undici agenzie italiane ammesse oggi alla fornitura di notiziari, che i dettagli del bando di gara europea (che si dovrà concludere entro il 30 giugno) saranno inviati alla fine di aprile.