17 marzo 2017 | 15:30

Collegare la verifica sui compiti del servizio pubblico al canone significa compromettere l’autonomia della Rai. Maggioni e Campo Dall’Orto in commissione di Vigilanza: dobbiamo poter essere presenti sul mercato senza limitazioni. Con il tetto ai compensi Rai1 sarebbe un’altra cosa

Preoccupa i vertici Rai il collegamento tra verifica annuale dell’attuazione dei compiti del servizio pubblico e canone di abbonamento. Lo hanno ribadito sia il presidente di Vaile Mazzini, Monica Maggioni, che il direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, nei loro interventi in apertura dell’audizione in commissione di Vigilanza sul rinnovo della concessione di servizio pubblico, che li vede protagonisti questa mattina insieme al Cda Rai.

La presidente Rai, Monica Maggioni e il dg, Antonio Campo Dall’Orto

Maggioni, dopo aver premesso di “non essere preoccupata dall’elemento del controllo, purché si fermi un passo prima del controllo editoriale”, ha sottolineato che ‘aver messo in collegamento diretto la verifica annuale con il canone potrebbe essere un problema su cui vale la pena di ragionare insieme”, perché “un legame tra verifiche e risorse così diretto ed annuale potrebbe incidere sull’autonomia della Rai dal potere politico”.

Anche Campo Dall’Orto ha sollevato questo problema, sottolineando che “per poter pianificare trasformazioni aziendali importanti, come già ne sono state avviate, è importante avere una prospettiva pluriennale sul piano delle risorse“. “Ben vengano le verifiche annuali sulle azioni e sull’adesione ai compiti che vengono dati alla Rai ma è
importante che questi obiettivi affidati alla Rai siano il più possibile chiari, proprio perché siano verificabili”.

“La Rai deve poter essere presente sul mercato senza limitazioni”, ha aggiunto Campo Dall’Orto riferendosi anche al tetto di 240 mila euro ai compensi annuale, che da aprile verrà applicato anche alle collaborazioni artistiche pubblica. “Questo è fondamentale anche per dare forza alla nostra missione”. Perché “per noi è importante avere una coerenza tra missione, risorse e modalità di azione”. E ha aggiunto: “ho ancora la speranza che si riesca a trovare una soluzione per riportare questo tema alla ragionevolezza. Perché è chiaro che con l’applicazione di questo tetto anche al comparto artistico la Rai non sarà più quella che avete conosciuto fino e, per esempio, sarebbe impossibile avere la Rai1 che i telespettatori vedono attualmente”.

“Grazie all’operazione canone in bolletta“, intanto, ha ricordato il dg, “riusciremo ad avere 200 milioni di euro in più; mentre sul 2017 stiamo ancora svolgendo le stime, ma sarà inferiore di più di 100 milioni”.

Su Rai Play Campo Dall’Orto ha detto: “ha raggiunto i 30 milioni di browser unici nella sua breve storia ed è diventato il primo sito televisivo italiano. A sei mesi dalla nascita mi sembra un grande esempio di cosa significhi trasformarsi”. Campo Dall’Orto ha parlato anche del numero di canali: “lo sforzo che stiamo facendo”, ha spiegato il dg, “è verso lo sviluppo del digitale – ha aggiunto -. Credo che ridurre i canali nell’ottica di un disarmo sia sbagliato. Il tema è quale servizio si voglia dare in più: questi servizi possono trasformarsi da lineari in digitali, è già successo in altri paesi. Soprattutto con lo sviluppo di Rai Play si può pensare di avere questo tipo di rapporto tra la Rai e la mission”

Quanto al piano per l’informazione sia il dg che la presidente hanno sottolineato come vada armonizzato con la convenzione. “Si sta lavorando a uno sviluppo modulare della notizia”, ha detto il dg, “l’impellenza dello sviluppo dell’offerta digitale va messa nel contesto del rinnovo della convenzione – ha detto ancora -. Abbiamo l’esigenza di combinare la velocità di esecuzione dei nostri progetti, con il rispetto delle linee guida che comunque appaiono compatibili con il lavoro che stiamo svolgendo, perché ci spingono verso il digitale”.

Secondo Maggioni la Rai può giocare un ruolo importante anche contro le fake news: “la convenzione mette la Rai al centro del sistema di comunicazione e produzione culturale italiano. Questo significa che la Rai deve potersi dotare quanto prima di strumenti che diano la possibilità ai cittadini di capire quando si trovano di fronte a notizie verificate”. E ha aggiunto: “se un ruolo può avere il servizio pubblico è quello di essere affidabile e responsabile nella produzione di contenuti”.

Campo Dall’Orto ha anche spiegato come la corsa agli eventi sportivi rischia di mettere fuori gioco la Rai.

Rispondendo ad una domanda sulla presenza di Pippo Baudo nella domenica pomeriggio di Rai1, il dg Campo Dall’Orto ha spiegato che la Rai “è una somma di innovazione e tradizione”. “Il tema vero è che il pubblico si sposta verso un consumo personale e non lineare – ha aggiunto -. L’ultima roccaforte è il daytime ed è importante, soprattutto in quella fascia, trovare un equilibrio. In altri ambiti possiamo innovare in maniera più spinta, lì dobbiamo fare più attenzione”.