17 marzo 2017 | 16:37

I Cdr delle agenzie stampa passano all’azione. Martedì prossimo assemblee contro la gara europea. Stato di agitazione all’Ansa: il bando un errore politico e strategico. L’Agi: situazione senza precedenti. Mercato italiano aperto agli stranieri senza che in altri Paesi sia consentito lo stesso

Il Comitato di Redazione dell’Adnkronos, con i Cdr delle altre agenzie di stampa, ha incontrato martedì scorso, 14 marzo, presso la sede di Stampa romana, il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso. Tema della riunione, promossa dal Coordinamento dei Cdr delle agenzie di stampa, la gara europea con cui il governo intende sostituire il regime attuale di convenzioni.

Il segretario della Fnsi – si legge in un comunicato del Cdr dell’Adnkronos – ha illustrato lo stato dei contatti in corso con l’esecutivo, e preso atto della preoccupazione unanime dei colleghi per i potenziali contraccolpi che tale procedura potrebbe comportare sul piano delle condizioni di lavoro e dei livelli occupazionali.

Se il vecchio sistema delle convenzioni necessita di una revisione, da parte del Cdr dell’Adnkronos, come degli altri, è emersa “la viva preoccupazione che un ricorso alla gara europea, peraltro in assenza di reciprocità con gli altri Paesi membri della Ue, possa ripercuotersi negativamente sul pluralismo dell’informazione e sui posti di lavoro”.

Per il Cdr dell’Adnkronos “la gara europea mette a rischio un patrimonio di professionalità, competenze e libertà che è fondamentale per la qualità dell’informazione e della democrazia in Italia, oltre a rappresentare una potenziale abdicazione a interessi non italiani, ancorché targati Ue. Con il risultato paradossale che l’opinione pubblica dovrebbe trovare le informazioni primarie sui fatti italiani su fonti che rischiano di essere condizionate se non dominate da operatori stranieri”.

Alla luce della riunione con il segretario Lorusso, a sostegno dell’interlocuzione da questi avviata con la presidenza del Consiglio, e allo scopo di approfondire le questioni poste dalla gara europea in un dibattito collettivo, il Cdr dell’Adnkronos, di concerto con i Cdr delle agenzie di stampa che a loro volta hanno aderito all’iniziativa di analoghe, contemporanee convocazioni, indice l’Assemblea di Redazione per martedì 21 marzo dalle ore 14.

Il Comitato di redazione dell’Ansa esprime “preoccupazione per la decisione del Governo di rivedere le modalità di assegnazione della convenzione con le agenzie di stampa per la fornitura dei servizi giornalistici e chiede che il provvedimento venga ritirato o quantomeno sospeso. La convenzione con l’Ansa garantisce da decenni un servizio pubblico di informazione, di alta qualità, imparziale e completa, a beneficio dei media e di tutta la comunità nazionale, e a salvaguardia degli interessi del nostro Paese anche all’estero. Un servizio che va salvaguardato come una risorsa preziosa, alla pari del sistema radiotelevisivo e di tutti gli altri mezzi di informazione sostenuti in via diretta e indiretta con fondi pubblici”.

Il Cdr dell’Ansa ritiene “un errore politico e strategico gestire le convenzioni con l’Ansa e le altre agenzie attraverso una gara europea, strumento palesemente inadatto a regolare un regime di concorrenza su un settore intimamente legato alla difesa del pluralismo e della democrazia, che non può essere considerato alla stregua di qualunque altra merce e pertanto non può essere sottoposto al rischio di dare troppo peso a fattori meramente economici. Il Cdr esprime stupore inoltre perché la gara europea indetta dal governo è un caso senza precedenti in Europa. Nessun altro Paese infatti ha mai invitato l’Ansa, che pure è fra le 5 più importanti agenzie del mondo, a partecipare a una gara per l’assegnazione di fondi statali. L’informazione primaria su quanto avviene nel nostro paese ora rischia di non essere più prodotta in Italia ma – in parte – confezionata altrove. L’editoria italiana è in crisi da diversi anni, l’occupazione cala sensibilmente, ed è un tragico paradosso che le limitate risorse finanziarie per il settore vengano indirizzate anche a media esteri, aggravando perciò la crisi di quelli nazionali”.

Il Cdr dell’Ansa “fa appello al governo, al ministro Lotti, ai gruppi parlamentari e alle istituzioni affinché si prenda atto della inapplicabilità della procedura avviata, che va revocata o sospesa per poi aprire un confronto con tutte le parti interessate, e trovare una via alternativa e condivisa per l’assegnazione delle convenzioni. Come ha proposto in modo lungimirante il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, il legislatore potrebbe affrontare “in un atto legislativo la messa a punto di norme organiche che vadano a regolare il settore della informazione primaria”. Quella del governo è una decisione anche molto controversa sul piano legislativo, come ha riconosciuto l’Autorità nazionale anticorruzione nella delibera n. 853, laddove rimanda alla Presidenza del Consiglio la decisione sullo strumento da utilizzare: “Premesso quanto sopra, valuti codesta Amministrazione il ricorrere dei presupposti per far luogo a procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara”. Per questi motivi il Cdr dichiara lo stato di agitazione dei giornalisti dell’Ansa, convoca un’assemblea generale per martedì 21 marzo e si dichiara pronto a valutare azioni di lotta a difesa delle proprie ragioni.”

Anche il Cdr de Il Velino dice no alla gara Ue per le agenzie stampa: a rischio pluralismo e occupazione. Ecco il testo del comunicato:

“Di concerto con le altre agenzie di stampa è convocata un’assemblea di redazione per le 14.00 di martedì 21 marzo.

Il Comitato di Redazione di Il Velino/AGV News, dopo l’incontro di tutti i Cdr delle agenzie di stampa nazionali con il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, ribadisce che l’informazione non è un qualsiasi prodotto industriale o di servizio da mettere a gara ma un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all’articolo 1 della nuova legge sull’editoria. Il vecchio sistema delle convenzioni è legittimamente criticabile e riformabile, proprio i cdr delle agenzie di stampa lo hanno messo in chiaro fin dal 2012, quando presero l’iniziativa di mettere a uno stesso tavolo Governo, editori, sindacato dei giornalisti e operatori del settore.

Il cdr di Il Velino/AGV News ribadisce la massima preoccupazione per il rischio paralisi del sistema dell’informazione di base e sottolinea l’esigenza di acquisire elementi concreti sul modo in cui il Governo intende tutelare l’occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria, sia nella stabilizzazione del futuro regime. Rilancia quindi, anche attraverso la Fnsi, la richiesta di apertura di un confronto vero e partecipato prima che qualsiasi decisione venga assunta dal Governo. E rilancia anche l’appello a tutti i parlamentari perché raccolgano un allarme che riguarda un bene che va al di là di qualsiasi schieramento, il pluralismo dell’informazione, e portino la discussione nelle aule di Camera e Senato.

Per questi motivi, il cdr di Il Velino/AGV News indice – di concerto con le altre agenzie di stampa – come prima di una serie di iniziative urgenti e coordinate finalizzate all’apertura del confronto e alla discussione degli orientamenti governativi, un’assemblea di redazione da tenersi a partire dalle 14.00 di martedì 21 marzo”.

Il Comitato di redazione dell’Agi sottolinea “la massima preoccupazione per l’annuncio del Governo dell’assegnazione dei fondi per i servizi delle agenzie di stampa tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti”. “Si tratta”, spiega, “di una tipologia di bando che non ha precedenti in Europa, che non assicura alcuna reciprocità, e apre di fatto il mercato italiano alle agenzie straniere senza che questo sia consentito negli altri Paesi. Esiste il rischio di ulteriori ricorsi e diverse e pesanti ricadute sul piano fiscale e organizzativo di tutte le agenzie, in un contesto di crisi gia’ pesante. Per di piu’ sulla scorta di un parere dell’Anac (delibera 853 del luglio 2016) che la stessa Autorità ha chiarito essere solo un’ipotesi non vincolante, e lasciando al governo piena facoltà di optare per una procedura negoziata senza bando”.

“Nelle scorse settimane si sono tenuti diversi incontri con la Fnsi e i cdr delle altre agenzie. Anche nell’ultimo incontro, di pochi giorni fa, non è emerso alcun elemento concreto che possa avvalorare le rassicurazioni fatte filtrare da Palazzo Chigi sul fatto che la gara europea sia uno strumento che, oltre a regolare un regime di concorrenza, garantirebbe anche il pluralismo dell’informazione e la difesa dei livelli occupazionali”.

“Il Cdr confida nell’interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo. Al tempo stesso, proprio per dare forza a queste iniziative di ricerca del confronto, indice per il prossimo martedì 21 marzo, di concerto con le altre agenzie, un’assemblea di redazione da tenersi a partire dalle 14, con all’ordine del giorno la discussione e la messa in campo di tutte le iniziative possibili per mettere in luce gli aspetti negativi di un provvedimento che rischia, se varato, di stravolgere il comparto dell’informazione primaria italiana e innescare la perdita di centinaia di posti di lavoro”.

Il comitato di redazione di LaPresse esprime grande preoccupazione per la decisione del governo di affidare le convenzioni di Palazzo Chigi a una gara di appalto europea. “L’informazione non è un qualsiasi prodotto industriale o di servizio da mettere a gara ma un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all’articolo 1 della nuova legge sull’editoria”.

“Il rischio paralisi del sistema dell’informazione di base è dietro l’angolo e  già le complesse vicende giudiziarie della direttiva Lotti hanno esposto le imprese del settore a incertezze che rischiano sempre di ripercuotersi sui dipendenti, giornalisti e non”, scrivono dall’agenzia. “A questo si aggiunge l’esigenza di acquisire elementi concreti sul modo in cui il Governo intende tutelare l’occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria, sia nella stabilizzazione del futuro regime  delle agenzie di stampa nazionali”.

“Per questi motivi, il Cdr di LaPresse partecipa, come prima di una serie di iniziative urgenti coordinate finalizzate all’apertura del confronto e alla discussione degli orientamenti governativi, alle assemblee di redazione in contemporanea, da tenersi tutte a partire dalle 14.00 pomeridiane di martedì 21 marzo”.