Mercato

17 marzo 2017 | 16:21

Il sito di Vogue fa un tuffo negli anni ’90: fino domenica un solo tema come aveva già fatto con la diversità

Da oggi sino a domenica 19 marzo il sito di Vogue Italia sarà dedicato agli anni ’90. Dopo la tematica della “Diversità”, Vogue.it torna a dedicare l’intero sito a un unico tema.

Una panoramica, spiega una nota, su quelli che sono stati anni di forti cambiamenti socio culturali e in cui le certezze economiche iniziano a vacillare. Anni in cui cambiano i canoni della bellezza e si assiste ad una vera e propria rivoluzione sia per quanto riguarda la moda che le immagini scelte per rappresentarla.

Sono gli anni delle Super Top Model, da Nadja Auermann a Claudia Schiffer, Christy Turlington, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Carla Bruni, Cindy Crawford, e altre ancora. Vere e proprie icone di bellezza, adorate e venerate come delle vere e proprie rockstar. La moda si arricchisce inoltre di nuovi talenti che colgono la transizione verso una nuova epoca: John Galliano, Alexander McQueen. Il minimalismo sofisticato di Helmut Lang si traduce in culto, Martin Margiela e Ann Demeulemeester contribuiscono a elaborare un’estetica decostruttivista.

Questa decade segna l’inizio di un vero e proprio percorso di democratizzazione della moda – Il pubblico aspira all’anti convenzionalità e l’attitudine predominante diventa l’interpretazione personale della moda, mischiando stilisti, capi vintage o street insieme ad high fashion per crearsi un look personalizzato.

Cambia anche la comunicazione stessa della moda che da “elitaria” diventa “per tutti”. All’inizio dei ’90 si assiste ad una vera e propria rivoluzione nella fotografia di moda, si passa dalle immagini patinate degli anni Ottanta alla bellezza anticonvenzionale e più realistica degli anni Novanta. Donne e uomini sono colti nella loro intimità fatta di gesti quotidiani, a volte senza trucco, imperfetti, mostrati nella loro fragilità.

La “cultura dello snapshot”, una pratica già affermata a partire dagli anni ’70 nella fotografia artistica e documentaria, viene utilizzata per la prima volta per illustrare la moda: immagini che sembrano “private”, scattate senza l’obiettivo di essere esibite al pubblico.