20 marzo 2017 | 11:05

Giovedì caldo per i consiglieri dell’Ansa: sul tavolo la discussione sul bilancio 2016 (in pareggio), la valutazione della posizione di Rcs MediaGroup e soprattutto il provvedimento del Governo che prevede il bando di gara europea per riformare il sistema e gestire i contratti con le agenzie

Giampaolo Roidi – Sarà un giovedì impegnativo, il prossimo, per i consiglieri dell’Ansa e i sette membri del consiglio esecutivo (presenti anche in Cda). Ci sarà da presentare il bilancio 2016 in vista dell’approvazione, da valutare la posizione del gruppo Rcs, che ancora non ha nominato un suo rappresentante in consiglio di amministrazione, ma anche da prendere una decisione in merito alla scelta del governo Gentiloni di allestire una gara europea aperta per disciplinare le forniture di agenzia a Palazzo Chigigià dal primo luglio di quest’anno.

Per una volta, il punto all’ordine del giorno più facile da evadere sarà proprio il bilancio, in pareggio l’anno scorso (76 milioni circa, il punto di equilibrio tra costi e ricavi), grazie ai ‘savings’ prodotti sul personale dai contratti di solidarietà previsti dallo stato di crisi, ma anche dagli effetti del piano editoriale. La prima agenzia italiana sta utilizzando al meglio gli strumenti della ristrutturazione per collaudare un modello di business nuovo, in grado di reggere le future sfide competitive. Un piano messo a punto negli ultimi mesi dal direttore Luigi Contu e dall’Ad Giuseppe Cerbone.

Nella foto Giulio Anselmi, Luigi Contu e Giuseppe Cerbone

Nel 2016 l’Ansa ha portato a casa molte gare locali indette dalle pubbliche amministrazioni per la fornitura di servizi informativi (le trattative private sono diminuite sensibilmente in ambito locale per effetto del nuovo codice degli appalti, il che ha creato non pochi problemi al ‘commerciale’), e ha saputo sviluppare una nuova linea di progetti di comunicazione pensati per e con le aziende. Oltre le attese, il riscontro sul mercato registrato dal notiziario economico e finanziario. Segno che la qualità del prodotto, legato all’autorevolezza del brand Ansa, resta la strada maestra (anche nelle sue declinazioni tematiche e ‘verticali’ più innovative) per reggere in uno scenario competitivo ancora pieno di incognite. Prima fra tutte, quella legata alla commessa pubblica regina, il contratto di fornitura a Palazzo Chigi, che da solo vale una bella fetta del monte ricavi.

Luca Lotti (foto Olycom)

La vertenza in corso tra agenzie e Dipartimento dell’editoria, dopo la bocciatura della direttiva Lotti da parte del Tar a gennaio, non è ancora chiaro come si concluderà. Il governo ha annunciato un bando di gara europea per riformare il sistema e gestire i contratti già dal primo luglio di quest’anno, ma i dettagli del provvedimento voluto da Luca Lotti (ministro dello Sport con delega all’Editoria) si conosceranno soltanto a fine aprile. Al momento si sa soltanto che la gara sarà aperta (anche a players stranieri), divisa in lotti differenti, per ciascuno dei quali non ci sarà un solo vincitore. L’Ansa è tra i grandi favoriti per l’assegnazione di un contratto, ma cosa resterà, in termini economici, di quello attuale? È ipotizzabile un mantenimento del canone 2017? Difficile oggi, in questa situazione, elaborare delle proiezioni realistiche.

Per i conti dell’agenzia presieduta da Giulio Anselmi questa incertezza pesa naturalmente come un macigno. Anche perché tutti i 27 editori soci se la stanno vedendo con la stessa, drammatica crisi di mercato e tra loro la propensione al risparmio, diciamo così, è sempre più diffusa. Quanti ancora potranno permettersi nel prossimo futuro di sostenere il bilancio dell’Ansa, quando il proprio di bilancio è così traballante e meritevole di tagli e risparmi draconiani? Stesso discorso sugli abbonamenti ai notiziari, che nel 2016 hanno registrato una contrazione, tanto nel volume complessivo che nei prezzi medi per i prodotti tradizionali, soltanto in parte compensati dai prodotti tematici e verticali di nuova concezione.

Urbano Cairo (foto Primaonline.it)

Urbano Cairo (foto Primaonline.it)

Urbano Cairo, presidente e ad di Rcs Mediagroup è il più illustre dei soci perplessi e incerti. Il suo posto in Cda è ancora vacante e forse giovedì 23 Anselmi, Cerbone e soci cercheranno di capire le reali intenzioni dell’editore del Corriere e della Gazzetta, di La7 e di svariati magazine. Se Cairo dovesse confermare il suo momentaneo disimpegno, altri potrebbero seguirlo e chiedere riduzioni di spesa.