21 marzo 2017 | 17:43

Sulla questione agenzie di stampa è la tipica ipocrisia all’italiana, dice Cantone (Anac): non un contratto di servizio, ma contributi del governo. Serve una legge che regoli il sistema (VIDEO)

“E’ un tema delicatissimo, sono in gioco valori costituzionali, posti di lavoro che vanno rispettati e la libertà di informazione: io ritengo che sia un fatto positivo per il nostro Paese avere tante agenzie perchè il pluralismo è segnale di democrazia”. Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, nel forum Agi ‘Viva L’Italia’, è tornato a parlare del tema del bando europeo per le agenzie di stampa e dell’informazione primaria, proprio nel giorno delle assemblee redazionali contemporanee di tutte le testate interessate. Allo stato attuale, premette Cantone, la strada non può che portare al bando, “ma io penso che il percorso migliore sia quello di una legge che regoli il sistema”.

“Su questa vicenda c’è un po’ di ipocrisia all’italiana”,  ha ammesso il presidente dell’Autorità Anticorruzione. “Il rapporto agenzie-governo è strutturato nell’ambito di quello che è un contratto di servizio: le agenzie danno una serie di servizi al governo e il governo paga per questi servizi. Fino ad oggi questo contratto veniva erogato sulla base di una valutazione di tipo quasi privatistico ma questa attività non può che essere qualificata come appalto di servizi e come tale non gli si può che applicare il codice dei contratti”.

“Il tema vero”, ha sottolineato ancora Cantone, “è che queste attività secondo me non sono oggetto di un vero e proprio contratto di servizio, sono legittimi contributi che il governo dà alle agenzie per consentire loro di svolgere un ruolo fondamentale nel nostro Paese. Forse se si chiamassero le cose con i giusti termini, sarebbe più facile stabilire i criteri perchè ai contributi non si applica il codice degli appalti: ma le agenzie dovrebbero ammettere che sono destinatarie di contributi, e questo cambia molto dal punto di vista dell’immagine. Lo stesso governo, una volta dati i contributi, non potrebbe tra virgolette pretendere un servizio. Ovviamente il legislatore potrebbe stabilire regole nuove anche per ritenere che ci sia una deroga al sistema della contrattualistica pubblica: e il tema, in qualche modo, era già stato oggetto di una valutazione della presidenza del Consiglio con un provvedimento amministrativo che e’ stato impugnato”.

“Noi ce la metteremo tutta per garantire che i lotti saranno determinati in modo da consentire a tutti di potere accedere senza creare meccanismi di disparità”, ha assicurato. “Arriveranno le agenzie estere? E’ un rischio, del resto il Paese su molti aspetti è aperto all’estero. Ma la la scelta di far arrivare o meno le agenzie estere è una scelta di tipo politico, non compete a noi”.