21 marzo 2017 | 14:50

Agenzie ferme per protestare contro il bando di gara europeo. È il primo black out delle fonti d’informazione primaria. Ansa: la scelta del governo crea estremo allarme e rinnega il percorso fatto finora

“Per la prima volta oggi si fermerà l’intero sistema dell’informazione primaria, con assemblee in contemporanea di tutte le agenzie di stampa. Per qualche ora sarà il primo black out delle ‘fonti’ di notizie che alimentano il sistema dell’editoria italiano”. E’ quanto si legge in una nota del Cdr dell’Ansa.

“L’iniziativa – prosegue la nota del Cdr dell’Ansa – è stata decisa per protestare contro la decisione del governo di rivedere il sistema delle convenzioni con le agenzie di stampa abdicando al ruolo politico di garanzia del pluralismo e qualità dell’informazione e di tutela degli interessi del Paese che la presidenza del Consiglio ha svolto da decenni, e mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro”.

“Crea estremo allarme – sottolinea il Cdr dell’Ansa – la scelta del governo di aver prospettato una soluzione, quella delle gare europee, la quale: rinnega il percorso fin qui fatto e gli stessi obiettivi che la presidenza del Consiglio aveva dichiarato con la recente riforma poi bocciata dalla giustizia amministrativa; rinuncia ad una visione politica affidando tutto a freddi criteri burocratici; apre le porte dell’informazione primaria italiana a aziende editoriali straniere”.

“Non è mai accaduto in nessun altro Paese: al contrario, in tutta Europa il sistema di informazione delle Agenzie di stampa – conclude la nota – è tutelato dai diversi governi come interesse pubblico primario”.

Il Cdr dell’Agi: il bando europeo agenzie va fermato, serve una legge.

“Oggi assemblee contemporanee di tutte le agenzie di stampa italiane fermeranno per qualche ora il flusso dei notiziari, per sottolineare la massima preoccupazione per l’annuncio del Governo dell’assegnazione dei fondi per i servizi delle agenzie di stampa tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti”.

“Si tratta di una tipologia di bando che non ha precedenti in Europa – prosegue l’Agi – e che non assicura alcuna reciprocità, e apre di fatto il mercato italiano alle agenzie straniere senza che questo sia consentito negli altri Paesi. Esiste il rischio di ulteriori ricorsi e diverse e pesanti ricadute sul piano fiscale e organizzativo di tutte le agenzie, in un contesto di crisi già pesante. Per di più sulla scorta di un parere dell’Anac (delibera 853 del luglio 2016) in base al quale l’autorità ha chiarito che la gara è solo un’ipotesi non vincolante”.

“Nelle scorse settimane si sono tenuti diversi incontri con la Fnsi e i cdr delle altre agenzie”, prosegue il Cdr dell’Agi. “Anche nell’ultimo incontro, non è emerso alcun elemento concreto che possa avvalorare le rassicurazioni fatte filtrare da Palazzo Chigi sul fatto che la gara europea sia uno strumento che, oltre a regolare un regime di concorrenza, garantirebbe anche il pluralismo dell’informazione e la difesa dei livelli occupazionali. La gara mette a rischio centinaia di posti di lavoro. Il Cdr dell’Agi confida nell’interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo, chiede che la gara europea vada fermata e che, come sottolineato dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, si vari una legge di sistema”.

Oggi, di concerto con le redazioni delle altre agenzie di stampa nazionali, l’Adnkronos si ferma a partire dalle 14. La redazione, si legge in una nota del Cdr, “in contemporanea con i colleghi delle altre agenzie, terrà un’assemblea nella quale si discuterà del nuovo sistema di bandi europei con il quale il Governo vuole sostituire l’attuale regime di convenzioni che regola la fornitura dei servizi giornalisti delle agenzie all’esecutivo”.

“E’ la prima volta -continua la nota- che l’intero comparto dell’informazione primaria italiana si ferma in contemporanea. Il nuovo sistema che il Governo vuole introdurre mette seriamente a rischio il pluralismo e la qualità dell’informazione, pregiudica la tenuta di aziende già gravemente fiaccate dalla crisi, può consegnare l’informazione primaria italiana ai grandi operatori stranieri, senza peraltro un regime di reciprocità”.

“Tutto questo rischia inoltre di tradursi in una consistente perdita di posti di lavoro in un comparto fondamentale per la tenuta di tutto il sistema dell’informazione italiana e per gli istituti che garantiscono il welfare di tutta la categoria. La Federazione nazionale della stampa chiede una nuova legge di sistema. E’ quanto suggerisce con una recente dichiarazione lo stesso presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, al quale il Governo si era rivolto per un parere”.

“L’attuale sistema, quindi – conclude la nota – va certamente rivisto, ma non con un ‘salto nel buio’ di una procedura incompatibile con un tema vitale per la qualità della democrazia italiana, come quello dell’informazione primaria”.

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Rallentamento nel flusso di notizie anche per l’agenzia Italpress ferma in assemblea, “in concomitanza con le assemblee dei colleghi delle altre agenzie italiane”, per “discutere delle possibili ricadute occupazionali e per il pluralismo dell’informazione che comporterebbe la cancellazione dell’attuale sistema di convenzioni e un bando di gara europeo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la fornitura dei servizi giornalistici delle agenzie di stampa”.

“L’informazione non può in nessun modo essere paragonata a qualunque altro bene fungibile” scrive l’agenzia in una nota. “Una gara europea, in assenza di qualsiasi vincolo di reciprocità, metterebbe a serio rischio l’informazione primaria italiana. L’assemblea vaglierà tutte le iniziative da mettere in campo nei prossimi giorni a difesa dei livelli occupazionali”.