21 marzo 2017 | 18:15

Mondadori chiude il 2016 con un utile netto a 22,5 milioni di euro e ricavi cresciuti del 12,4% rispetto ai 12 mesi precedenti. Per noi un anno molto importante, dice l’ad Mauri: ci siamo messi nelle condizioni di fare ulteriori acquisizioni

Mondadori ha chiuso il 2016 con un utile netto di 22,5 milioni di euro, più che triplicato rispetto ai 6,4 milioni di euro del 2015 (che includeva la minusvalenza di 8,7 mln relativi alla cessione delle attività di Monradio). I ricavi netti consolidati, informa una nota, sono aumentati del 12,4% da 1,123 a 1,262 miliardi (-2,9% a perimetro omogeneo); l’Ebitda adjusted è in significativo miglioramento a 108,5 milioni con un progresso del 48,5% rispetto ai 73 milioni di euro del 2015 (+20,7% a perimetro omogeneo); l’Ebitda adjusted pro-forma, includendo il risultato di Rizzoli Libri e Banzai Media dal 1° gennaio, sarebbe di circa 100 milioni.

L’area Libri ha contribuito per 75,3 milioni, in incremento del 76% (escludendo il contributo negativo del primo trimestre di Rizzoli Libri), rispetto ai 42,7 milioni del 2015, mentre l’area Periodici Italia ha triplicato il suo contributo, attestandosi a 10,5 milioni (Banzai Media è consolidata solo per sette mesi).

La posizione finanziaria netta ammonta a -263,6 milioni di euro rispetto ai -199,4 milioni di euro del 2015; negli ultimi tre esercizi riduzione dell’indebitamento di circa 100 milioni, nonostante gli investimenti per le acquisizioni effettuate nel 2016.

Il 2016 per Mondadori “è stato un anno molto importante, di svolta per il gruppo”, ha sottolineato l’ad Ernesto Mauri, durante la presentazione dei conti agli analisti. “Abbiamo fatto importanti acquisizioni”, ha ricordato, specificando come il gruppo abbia completato la fase di riequilibrio economico/finanziario e completato la prima fase di riposizionamento strategico.

“Ci siamo messi nelle condizioni di fare ulteriori acquisizioni, ma non posso anticipare quello che non c’è”, ha aggiunto il manager, sottolineando come sia “fondamentale farne per cambiare il perimetro”. Nel settore dei libri, ha poi precisato Mauri “è difficile pensare ad altre acquisizioni” dopo quella delle attività di Rcs. “Nei libri se non possiamo più operare in Italia per i limiti dell’Antitrust è invece doveroso guardare all’estero. È quello che hanno fatto gli editori europei”. Gli altri settori in cui espandersi sono “il digitale in Italia e i periodici in Francia, settori dove è in atto un consolidamento inevitabile che può portare a una buona redditività”. “Quel che e’ certo e’ che non puoi stare fermi”. Questi “i tre assi su cui siamo aperti a operazioni, la cosa buona è che noi generiamo cassa e abbiamo la possibilità di fare investimenti”.

Per il 2019 Mondadori prevede a livello consolidato ricavi di oltre 1,3 miliardi di euro, un Ebitda adjusted di circa 115 milioni di euro, un utile netto di 35 milioni di euro, una generazione di cassa ordinaria prossima ai 60 milioni di euro e una posizione finanziaria netta negativa intorno a 155 milioni, che non include l’impatto di eventuali distribuzioni di dividendi.

Alla luce del contesto di riferimento attuale, è ragionevole per l’esercizio 2017 stimare rispetto al 2016 pro-forma ricavi sostanzialmente stabili e un Ebitda adjusted in crescita “high-single digit”, con un conseguente miglioramento della redditività percentuale.

L’utile netto dell’esercizio è inoltre atteso in significativo incremento pari a circa il 30%. Infine, l’indebitamento finanziario netto a fine 2017 è stimato in riduzione rispetto al 31 dicembre 2016 con un rapporto Pfn/Ebitda adjusted compreso tra 2,2/2x.

“Abbiamo deciso di fare una grande espansione dell’attività di franchising” con l’intenzione di aprire “150 punti vendita nei prossimi tre anni”, ha aggiunto ancora Mauri.

- Leggi o scarica la nota del gruppo (.pdf), disponibile sul sito Mondadori.it

- Guarda i grafici con la presentazione agli analisti