21 marzo 2017 | 18:47

Massima preoccupazione per l’apertura di un bando di gara senza precedenti in Europa. Le agenzie ribadiscono i loro timori sulle scelte del governo per i contratti di servizio: pronte ad altre azioni di protesta

“Massima preoccupazione per una scelta che, anche se non ancora ufficializzata, presenta aspetti allarmanti che mettono a serio rischio la tenuta dell’informazione primaria italiana e centinaia di posti di lavoro, con pesanti ricadute anche sul sistema previdenziale”. Inizia  così la nota con cui i redattori dell’Agi si si sono espressi al termine dell’assemblea tenutasi in contemporanea a quelle delle altre agenzie “per discutere del bando europeo annunciato dal governo per i contratti di servizio”.

“In particolare, suscita apprensione la prospettiva di un’apertura della gara ad altri soggetti europei senza alcuna garanzia di reciprocità e con un aggravio del peso fiscale sulle aziende”. “L’informazione primaria su quanto avviene nel nostro Paese, che non è un prodotto assimilabile ad altri, rischia di non essere più realizzata in Italia”.
“L’Assemblea, all’unanimità, dà pertanto pieno mandato al CdR di intraprendere di concerto con gli altri CdR delle agenzie tutte le iniziative di lotta atte a scongiurare questo scenario, affidandogli un primo pacchetto di scioperi di cinque giorni, da attuare, se necessario, anche in tempi brevissimi”. “L’Assemblea”, conclude la nota, “sollecita inoltre il CdR a richiedere un incontro immediato dei rappresentanti della categoria con il ministro, Luca Lotti”.

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Anche i giornalisti dell’Adnkronos hanno ribadito “l’allarme per le sorti del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali nel settore,dopo la decisione del governo di procedere con dei bandi di gara europei, per sostituire l’attuale regime di convenzioni che regola la fornitura dei servizi giornalisti delle agenzie”. “La redazione auspica che l’interlocuzione avviata con il governo da parte della Fnsi porti ad una riconsiderazione della questione attraverso un tavolo di confronto da avviare il prima possibile, nella prospettiva di una soluzione che individui tempi e strumenti adeguati per giungere ad una riforma del sistema senza compromettere valori essenziali come il pluralismo e il diritto costituzionalmente tutelato all’informazione e garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali”

“La gara europea, che tra l’altro – sottolinea la nota dell’assemblea – non è giudicata indispensabile nemmeno dall’Anac, allo stato avverrebbe in assenza di reciprocità con gli altri Paesi europei. Inoltre, il bando europeo si annuncia già esposto a ricorsi in grado di paralizzare la procedura e, quindi, mettere a rischio la normale operatività delle aziende e delle redazioni”. “I giornalisti dell’Adnkronos”, conclude il documento approvato all’unanimità, “pertanto proclamano lo stato di agitazione e affidano al Comitato di Redazione il mandato per ulteriori e più dure forme di lotta da esercitare, per tempi e modalità, di concerto con i Cdr delle altre agenzie”.

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“L’ assemblea della 9colonne, conclusasi la riunione di oggi martedì 21 marzo in contemporanea con gli stessi organi delle altre agenzie nazionali, esprime profonda preoccupazione per la gara europea con cui il governo intende sostituire il regime attuale di convenzioni per le agenzie di stampa. Si sottolinea infatti l’ unicità di tale scenario in tutti Paesi membri della Ue e il pericolo che ne deriverebbe in termini di qualità dell’ informazione, pluralismo della stessa e ricaduta occupazionale”.

“Si ritiene pertanto opportuno sostenere l’ interlocuzione avviata dalla Fnsi nei giorni scorsi con la presidenza del Consiglio e valutare, di concerto con i Cdr delle altre agenzie di stampa, ogni forma di lotta per scongiurare una decisione che avrebbe contraccolpi disastrosi”.

“Al termine della seduta, l’ assemblea della 9colonne ha quindi dato ampio mandato al Cdr di assumere tutte le forme di protesta che ritenga necessarie per scongiurare la cancellazione del sistema delle convenzioni per la fornitura dei servizi giornalistici delle agenzie e l’annunciata gara d’ appalto europea indicata dal governo. L’ assemblea di 9colonne ribadisce l’ importanza e la peculiarità dell’ informazione primaria italiana, sottolineando che la direzione intrapresa dal governo mina le fondamenta della nostra democrazia, annullandone qualità e pluralismo”.

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L’assemblea dei redattori di Askanews ha espresso invece “forte preoccupazione per l’incertezza che circonda la decisione del governo di ricorrere a un bando di gara europeo per l’assegnazione delle convenzioni alle agenzie di stampa. Al momento il governo non ha dato elementi concreti e precisi sulle garanzie di tenuta dei livelli occupazionali e del pluralismo e per questo aumentano i timori di una ricaduta pesante su un settore che già è in crisi e che è stato messo a dura prova dal blocco della direttiva Lotti e dalle controversie giudiziarie che ne sono seguite”.

“L’informazione è un bene comune tutelato dalla Costituzione, come sottolineato all’articolo 1 della nuova legge sull’editoria. Non un qualsiasi prodotto “fungibile”, da mettere a gara, tantomeno gara europea in assenza di qualsiasi reciprocità. Il richiamo del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone e del segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, alla necessità di una ‘legge di sistema’ per regolare le convenzioni tra governo e agenzie di stampa”, ribadiscono i giornalisti, “è la strada da seguire per evitare pericolosi salti in avanti che prestino il fianco a competitor esteri già tutelati dai loro governi.

“L’assemblea dei redattori di Askanews pertanto dà mandato al Cdr di continuare i tentativi di interlocuzione di concerto con gli altri Cdr delle agenzie e con la Fnsi con il governo per la condivisione di un percorso di superamento dell’attuale sistema delle convenzioni, ma che rispetti le esigenze del settore e garantisca l’occupazione e il pluralismo. Nello stesso tempo dà mandato al Cdr di valutare altre azioni ivi comprese tutte le tipologie di iniziative di lotta che dovessero rendersi necessarie nella condivisione con le altre agenzie di stampa, in caso dovesse naufragare l’ipotesi di un dialogo con Palazzo Chigi”.

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“L’assemblea dei giornalisti dell’Ansa denuncia, così come tutte le altre agenzie di stampa che oggi hanno tenuto contemporaneamente assemblee, i rischi che reca il bando di gara europeo per la fornitura di servizi di agenzia a Palazzo Chigi in termini di tutela per l’occupazione di salvaguardia del pluralismo e di autonomia del sistema informativo italiano”.

“L’assemblea affida al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero da gestire anche di concerto con le altre agenzie prevedendo anche iniziative di protesta pubblica nei giorni di maggiore impatto sul sistema informativo. L’assemblea invita il Cdr a intraprendere, in accordo la Fnsi, tutte le iniziative per incalzare il governo a recedere dalla scelta della gara europea e ad aprire un confronto vero. I giornalisti dell’ANSA danno mandato al Cdr di dotarsi di un parere legale a supporto di eventuali azioni a tutela della redazione”.