22 marzo 2017 | 18:00

Il dipartimento dell’editoria conferma due gare “a procedura aperta” per i servizi di agenzia: per il ministro Lotti prioritario l’impegno a tutela dell’occupazione. La replica delle agenzie: sue parole contraddette dai fatti

Il ministro Luca Lotti assicura che l’impegno a “tutelare l’occupazione resta prioritario, così come è stato in questi ultimi anni”. Lo si legge in un comunicato del dipartimento dell’Editoria, diramato nella serata del 21 marzo, nel quale si mettono in evidenza le linee guida per il riassetto del mercato delle agenzie di stampa. “In merito al bando per l’acquisto dei servizi realizzati dalle agenzie di stampa – si legge nel comunicato – il Dipartimento per l’Editoria precisa che i contratti a partire dal secondo semestre 2017 saranno stipulati a seguito di due gare a procedura aperta (una per i servizi per le amministrazioni dello Stato ed una per i servizi per il Ministero degli Affari esteri e della rete diplomatica)”.

“Lo stanziamento delle risorse – continua il comunicato – rimarrà invariato rispetto al 2016. La gara sarà suddivisa in lotti, in modo da garantire sia il principio del pluralismo dell’informazione sia l’accesso alle piccole e medie imprese. Per la predisposizione degli atti di gara inoltre, come noto, si è attivato un protocollo per la vigilanza collaborativa dell’Anac”.

Luca Lotti (foto Olycom)

“Quelle del ministro Luca Lotti sono parole contraddette dai fatti”, la replica del Coordinamento dei Comitati di redazione delle agenzie di stampa nazionali, segnalato dall’agenzia Agi. “In pochi giorni il governo ha dato una forte stretta sugli ammortizzatori sociali per il settore dell’editoria, ha alzato enormemente i requisiti per i prepensionamenti nelle aziende del settore in stato di crisi non mantenendo la promessa che ci sarebbe stata una fase di transizione morbida, e la gara per le convenzioni tra Presidenza del Consiglio e agenzie di stampa è uno strumento tecnicamente incompatibile con gli obiettivi che dichiara di tutela del pluralismo e dell’occupazione”.

“Se il governo si vuole confrontare con le idee e le preoccupazioni dei Cdr”, conclude la nota, “ha la possibilità di farlo, convocando finalmente e rapidamente, entro venerdì, l’incontro che abbiamo chiesto da tempo”.