22 marzo 2017 | 18:39

Dg Rai troppo morbido sul testo di convenzione, dicono i sindacati. Inverosimile che non abbia contezza dei dati economici 2016

“Siamo delusi dall’intervento del direttore generale in commissione parlamentare di Vigilanza sul tema della Convezione di Servizio Pubblico. Ci saremmo aspettati un intervento con dati alla mano: entrate 2016, previsione entrate 2017 e 2018 e relativo progetto industriale.” A dichiararlo, in una nota unitaria, diramata nel pomeriggio del 22 marzo, Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Informazione, Snater, Libersind-ConfSal.

“Invece, il direttore si è presentato senza i dati delle entrate per il 2016, con un dato assolutamente impreciso e generico sulle previste entrate 2017 e 2018 e senza alcuna indicazione sul piano industriale”, hanno sottolineato i sindacati di categoria, definendo l’atteggiamento “incomprensibile e incoerente rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Direttore Generale, il 14 marzo, a tutte le rappresentanze sindacali, quando ha esplicitato la difficile tenuta dei conti aziendali sul 2017 e 2018, tanto da accennare all’impossibilità di procedere ai rinnovi dei contratti di lavoro dei dipendenti scaduti da più di tre anni ed alla necessità di razionalizzazione delle attività”.

“A pochi giorni dalla discussione in cda del bilancio 2016 è inverosimile che il direttore non abbia alcuna contezza dei dati economici relativi al 2016. Notiamo poi che alcun commento è stato fatto sui previsti limiti pubblicitari e sui limiti all’attività commerciale, temi centrali per definire il quantum delle entrate future di Rai”.

“Infine vorremo conferma fattuale dell’annunciato incremento delle risorse da canone per il 2016: se davvero sono aumentate, è necessario che si spieghi come queste siano state utilizzate. Vorremmo capire”, hanno affermato in conclusione, “quale sarà la finalizzazione di queste risorse in termini di ridisegno della capacità produttiva interna o se sarà dirottato sull’acquisto di prodotti chiavi in mano realizzati all’esterno”.