23 marzo 2017 | 10:16

Gara Ue: Gentiloni vuole sapere se esistono altre soluzioni per ‘contrattualizzare’ le agenzie di stampa

Giampaolo Roidi – Nella partita a scacchi tra editori, giornalisti e il ministro Luca Lotti sulla gara europea che dovrebbe regolare la fornitura di servizi informativi allo Stato, entra in campo Paolo Gentiloni, chiamato in causa da Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi. Il leader del sindacato dei giornalisti e il presidente della Federazione, Beppe Giulietti, hanno incontrato ieri pomeriggio il premier. Un incontro richiesto da giorni, ma che nelle ultime 48 ore era diventato urgente, vista l’intensità dello scontro tra i comitati di redazione delle agenzie e il ministro allo Sport con delega all’editoria, che ancora martedì sera aveva riconfermato l’intenzione di procedere con la gara europea, che dal primo luglio prossimo stabilirà quante delle attuali 14 agenzie fornitrici di servizi a Palazzo Chigi resteranno tali e con quali canoni.

“A quanto ci ha riferito Lorusso”, spiega in una nota il coordinamento dei Cdr, “il premier si è mostrato interessato al tema delle agenzie e consapevole delle critiche e delle preoccupazioni delle redazioni e dei malumori di alcuni ambienti parlamentari. Ha chiesto ai suoi collaboratori un approfondimento sulla possibilità di non fare la gara”.

Nella foto: Paolo Gentiloni, Luca Lotti e Raffaele Lorusso

La notizia è questa. Il presidente del Consiglio vuole capire, anche verificando direttamente con il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, se davvero il codice degli appalti non consenta altre soluzioni, per ‘contrattualizzare’ le agenzie di stampa, che non sia una gara con pubblicazione di un bando. Soluzione questa voluta e annunciata da Lotti contro il parere unanime di tutte le agenzie e di una parte consistente della federazione degli editori.

Come noto, Lotti vuole una riforma di sistema profonda e di stampo europeo, attraverso una gara pubblica aperta, malgrado lo stesso codice degli appalti preveda, in determinate situazioni nelle quali una pubblica amministrazione deve acquistare beni infungibili, di procedere con una negoziazione per requisiti. Soluzione preferita e suggerita dalle agenzie in nome del principio del pluralismo delle fonti di informazione e perché eviterebbe la concorrenza di colossi europei molto spesso finanziati dagli Stati.

Esistono in questa vicenda le condizioni minime per evitare la gara e andare incontro alle richieste di un comparto economico provato da anni di crisi e così strategico in quanto produttore di ‘informazione primaria’? Gentiloni ha promesso un approfondimento da parte del suo staff.

Continua la nota dei Cdr: “La Fnsi ha ribadito la richiesta di un tavolo di confronto col ministro Lotti, ma ha proposto a Gentiloni di prendere in considerazione un decreto legge, in considerazione della larga solidarietà da diversi gruppi politici che la nostra vicenda ha già raccolto in Parlamento”.

Oggi i comitati di redazioni delle agenzie incontreranno i collaboratori di Lotti per preparare l’incontro col ministro e per verificare se esistono le condizioni per evitare una mobilitazione sindacale nei giorni di venerdì e sabato: il 25 si svolgeranno a Roma le cerimonie per i 60 anni dei Trattati di Roma e il governo vuole evitare a tutti i costi un black out anche parziale dell’informazione. Lotti, dal canto suo, continua a rassicurare sindacato e agenzie circa la sua intenzione di tutelare al massimo i livelli occupazionali e il principio del pluralismo delle fonti. Ma la gara aperta resta a suo dire l’unica strada percorribile.