23 marzo 2017 | 11:21

Paola Perego, intervistata dalle ‘Iene’, interviene sulla polemica scatenata dal suo ‘Parliamone sabato’ e attacca i vertici di Rai1: ora si dissociano, ma sapevano tutto (VIDEO)

“Mi hanno messa in mezzo”, “è qualcosa di molto più grande di me”, “hanno usato me come potevano usare forse qualcun altro”. Sono alcuni passaggi dell’intervista mandata ieri in onda da ‘Le Iene’ a Paola Perego. La conduttrice Rai ha parlato per la prima volta dopo le polemiche che hanno portato nei giorni scorsi alla chiusura del suo programma ‘Parliamone Sabato’, attaccando i vertici della rete e i politici, Laura Boldrini inclusa.“Si sono dissociati da una cosa che avevano approvato e adesso fanno la figura di quelli che stanno salvando l’Italia da questo ‘mostro’ che è sessista”, ha detto spiegando che gli argomenti in Rai “vengono approvati prima di essere messi in onda. Dal capostruttura, dal direttore di rete”. “Mi hanno approvato questo argomento e mi hanno cassato il femminicidio perché non volevano che ne parlassimo perché non era con la linea editoriale. Prima l’approvano e poi si scusano, di cosa? Ma di cosa? Ma di che stiamo parlando?”, ha aggiunto.

Paola Perego (foto Olycom)

“Sto male per tutte quelle persone che, fidandosi di me, mi hanno seguita in questo programma e ora resteranno senza lavoro”, ha specificato poi, anticipando che probabilmente ora anche il suo contratto sarà rescisso.

“C’è gente che ha bestemmiato, hanno intervistato il figlio di Totò Riina facendogli l’altarino, abbiamo visto in televisione qualunque cosa”, ha ricordato. “Era un gioco. È scoppiata la bomba, ma la bomba non c’è”, ha aggiunto in riferimento al suo programma, ammettendo che possa essere stata “una pagina mediocre” di televisione, ma “come tante altre”.

“Forse è scomodo mio marito”. Il riferimento è a Lucio Presta, finito nel mirino come gli altri principali agenti delle star televisive, perché, a detta di politici dei diversi schieramenti, in grado di fare il bello e il cattivo tempo in tv. Proprio per ridimensionare il loro ruolo in Commissione di Vigilanza le diverse forze politiche avevano raggiunto un accordo su alcune norme inserite nell’ultimo contratto di servizio, poi non entrato in vigore

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