24 marzo 2017 | 10:12

Limitare la pubblicità sui singoli canali Rai non è necessario. Secondo il viceministro dell’Economia Morando è meglio mettere un tetto alla raccolta complessiva. Con il canone in bolletta incassati 2 miliardi

“A noi non sembra sia necessaria l’attribuzione di vincoli sull’affollamento pubblicitario ai singoli canali della Rai”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Morando, durante l’audizione in commissione di Vigilanza sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

Enrico Morando (foto Olycom)

Enrico Morando (foto Olycom)

“Dato il carattere peculiare della Rai e la sua natura di concessionaria di servizio pubblico – ha sottolineato Morando – il Parlamento ha provveduto a fissare limiti di affollamento pubblicitario. Questi limiti vanno assolutamente ribaditi e rispettati. Però noi manifestiamo qualche perplessità sull’ipotesi, che ci sembra emergere dallo schema di convenzione, di articolare ulteriormente questi limiti tra i canali trasmissivi, con limiti canale per canale. Sarebbe meglio per noi fissare un tetto alla raccolta pubblicitaria complessiva. Anche perché dall’analisi dei prezzi degli ultimi anni non risulta che Rai abbia praticato una politica aggressiva rispetto alla concorrenza”, ha aggiunto il viceministro.

Mentre sul tetto ai compensi degli artisti, Morando ha aggiunto: “è chiaro che una soluzione o l’altra può influire su valore azienda”.

“Se il Parlamento conferma la decisione circa l’introduzione del limite erga omnes – ha sottolineato il viceministro – bisogna passare all’applicazione del limite. A meno che non ci sia un’iniziativa precisa in senso diverso ma non in termini di interpretazione quanto in termini di determinazione. Non è una materia sottoponibile ad una interpretazione di tipo amministrativo. Si decida con chiarezza. È evidente che sulla parte commerciale della Rai quel limite può avere conseguenze”.

Con il canone Rai in bolletta un incasso totale pari a circa 2 miliardi. “Si sono avute maggiori entrate versate pari a circa 301 milioni euro cui si dovranno aggiungere altri 80 milioni di euro sempre di competenza del 2016 ma versati successivamente al 31 dicembre dello scorso anno”, ha detto Morando. Di questo ‘extragettito’ “201 milioni di euro vanno alla Rai”.

“Si giunge a questo extragettito nonostante una significativa riduzione del canone rispetto agli anni precedenti – ha aggiunto – questo fa pensare a quanto sia costato al cittadino utente da un lato e al bilancio dello Stato dall’altro il ritardo con cui si è proceduto a questa innovazione del pagamento attraverso la bolletta”.