24 marzo 2017 | 12:13

Il dg Rai Campo Dall’Orto scrive al ‘Messaggero’: i contenuti di Parliamone sabato non erano necessari né desiderabili. Ecco perché lo abbiamo chiuso. Proseguire con l’evoluzione dei programmi quotidiani

“Il nostro sforzo quotidiano è finalizzato a far sì che la volgarità sia ogni giorno meno presenza nella Rai, al contrario della leggerezza, che è ben accolta”. Lo afferma in una lettera al ‘Messaggero’ il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto tornando sulla chiusura di ‘Parliamone sabato’.

Antonio campo Dall’Orto (foto Olycom)

“I contenuti di quel programma – sottolinea il dg – non erano leggeri, ma grevi; l’ironia non era contemplata, al contrario, vi era una artefatta serietà proiettata su una visione inaccettabile della donna”. Secondo Campo Dall’Orto, la Rai non deve limitarsi a “cosa sia accettabile per il Servizio Pubblico. La domanda deve essere: cosa è necessario e desiderabile per il Servizio Pubblico? Ritengo che i contenuti di cui stiamo parlando fossero lontani anni luce dall’essere desiderabili o necessari e che uscissero anche dal perimetro dell’accettabile. E dunque si è deciso di interromperne la programmazione”.

“Il moltiplicarsi delle opinioni e la decisione percepita come improvvisa hanno fatto sì che diventasse un caso”, puntualizza il dg. “E’ stato sì un incidente di percorso, ma un incidente lungo un cammino già tracciato e su cui stavamo lavorando da tempo: l’evoluzione dei programmi quotidiani di Rai1″.

“Il punto è costruire una Rai sempre più vicina alla sua mission e ai suoi cittadini”, conclude Campo Dall’Orto, “che non rincorra gli ascolti come legittimamente fanno gli operatori commerciali e che sia sempre più plurale, universale e contemporanea. Quella mezz’ora di brutta televisione non rispondeva a nessuno di questi obiettivi”.