24 marzo 2017 | 18:23

Dal Consiglio dei ministri approvato un regolamento più selettivo per il sostegno alle emittenze locali. Giacomelli: superata l’erogazione dei contributi a tutti, per favorire le realtà meritevoli

“Quello approvato oggi dal consiglio dei ministri è senza dubbio un regolamento molto innovativo e più selettivo rispetto al passato”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha commentato l’approvazione da parte del Cdm dell’atteso schema di regolamento per il riparto delle risorse per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione che dovrà ora raccogliere i pareri previsti prima dell’approvazione definitiva.

“Con il vaglio dei criteri di ammissibilità si supera l’erogazione a pioggia dei contributi, si prevede un processo di erogazione delle risorse più semplice e veloce che eviti le attuali distorsioni e penalizzazioni, si introducono tre requisiti volti a selezionare realtà di qualità che operano nel campo dell’emittenza locale come il numero dei giornalisti e dei dipendenti, l’auditel e l’innovazione tecnologica”, ha spiegato Giacomelli, ribadendo come “l’obiettivo del governo sia quello di destinare il sostegno dello Stato a chi davvero svolge la funzione di editore locale”. “Non a caso tra i criteri per l’accesso ai contributi si punta con forza sul ruolo dell’informazione svolto dall’emittente locale come ad esempio un numero minimo di giornalisti, di edizioni di informazione e un tetto preciso alle televendite”.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

“Ora si apre una fase di confronto che precede la definitiva approvazione del regolamento in cui si valuterà se il livello della proposta dei criteri di ammissione sia sufficiente a raccogliere le obiezioni finora sollevate dalla Corte dei conti e se per questa via si difenda con chiarezza il pluralismo dell’informazione con un sostegno alle realtà locali che realmente informano e innovano. Sul fronte delle risorse, si è passati da uno stanziamento di quasi 43 milioni nel 2015 ai circa 120 milioni del 2017 comprensivi dei 50 milioni di recupero dell’evasione del canone”.

“Con il regolamento, a cui a breve di aggiungerà l’intervento sulla numerazione Lcn, si completa la riforma e si volta finalmente pagina: si mettono infatti le basi per superare la logica, peraltro discrezionale, dei contributi a tutti e per avviare un percorso che comporti un impegno di stabilizzazione da parte dello Stato nel sostegno alle emittenti locali di qualità”, ha concluso Giacomelli.