24 marzo 2017 | 19:52

Mix di incentivi economici e misure di sostegno per chi accetta di trasferirsi a Milano; 21-24 mensilità per chi risolverà il contratto. Ecco la proposta di Sky Italia a dipendenti e sindacati

Trentamila euro a chi accetta di trasferirsi, 21 o 24 mesi di stipendio a chi se ne va, una società specializzata impegnata per dodici mesi a ricollocare gli esuberi. Sono gli elementi chiave delle misure di sostegno per i lavoratori su cui impatta il piano di riorganizzazione di Sky, con cui l’azienda guidata da Andrea Zappia spera di risolvere una querelle che invece sta diventando più complicata. Quella di domani, in particolare, potrebbe essere una data storica nei rapporti tra i lavoratori di Sky Italia e l’azie‎nda. Perché sono state fin qui rare le querelle sindacali e gli scioperi della redazione ora guidata da Sarah Varetto. E comunque, in passato non era mai verificato niente che si possa paragonare alle tensioni di queste settimane. L’astensione dal lavoro si svolgerà, oltretutto, proprio mentre nella Capitale si celebrerà il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, con la presenza di decine e decine di delegazioni di Stato europee e, ad esempio, una diretta fiume di Enrico Mentana e del Tg La7 a raccontare l’evento.

 

Al centro dello scontro, come si sa, c’è il piano di riorganizzazione presentato agli inizi di gennaio dall’ad. Un progetto ‘duro’, che contempla 120 esuberi e 300 trasferimenti a Roma, con il trasloco di SkyTg24 a Milano, e poi 80 esuberi a Milano e dieci trasferimenti da Cagliari. Dopo due mesi di trattative la situazione non si è sbloccata. Da una parte ci sono i giornalisti, che oramai accettano il principio del trasferimento della redazione di SkyTG24 da Roma a Milano ma non vogliono che sia toccato alcun collega. Dall’altra c’è il resto dei lavoratori delle varie sedi. I sindacati che li rappresentano e, segnatamente, le Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, hanno cancellato in extremis lo sciopero inizialmente previsto per il 17 di marzo e sono tornate a incontrare i rappresentanti dell’azienda, ma non hanno alcuna intenzione di mollare sui punti nodali della vertenza: per loro rimane inaccettabile il numero degli esuberi e va garantito un futuro occupazionale alle sedi di Roma, Cagliari e Milano.

Le trattative con i giornalisti si sono interrotte quando sembravano avviate verso una possibile soluzione. Motivo dello scontro e dello sciopero votato dall’assemblea, il fatto che l’azienda non voglia garantire la certezza che non ci saranno giornalisti in esubero alla fine del processo di riorganizzazione e trasferimento a Milano. In ballo – in sostanza – ci sono undici/quattordici persone – che il sindacato vorrebbe fossero preliminarmente ‘salvate’ e su cui invece Sky non vuole assicurare nulla, se non il fatto che, una volta terminate le trattative individuali, si tenderebbe a sfruttare ogni opportunità per ricollocarle. La Fnsi ha definito “inaccettabile la dichiarazione di esuberi, a fronte di un piano di investimenti di 29 milioni di euro”. Il cdr ha confermato la disponibilità a riprendere il confronto, ma a condizione che si riparta “dalla salvaguardia dell’occupazione di tutti i giornalisti”. Una posizione che l’azienda fatica ad accettare perché metterebbe in discussione il metodo che sta seguendo nella trattativa con gli altri lavoratori – la netta maggioranza – su cui impatta il progetto di riorganizzazione. La logica, infatti, è quella di non trattare sugli aspetti fondamentali del piano (il trasferimento da Roma a Milano, gli esuberi individuati) e piuttosto puntare sul vigore e l’ampiezza delle misure di sostegno e di social mitigation approntate. Un mix di incentivi economici, misure di sostegno e bonus di un certo impatto e forza. In pratica, a chi si dichiarerà disponibile al trasferimento entro il 30 aprile vengono offerti, tra le altre cose, il regime di trasferta per tre mesi a partire da novembre 2017, incentivi vari per complessivi 30mila euro. Tra gli aiuti sono previsti il rimborso delle spese di trasloco e di viaggio per sé e per la propria famiglia e una o due mensilità supplementari, 700 euro mensili di contributo spese abitative per sedici mesi. In caso di indisponibilità al trasferimento a Milano, l’azienda riconosce a chi si separa da essa consensualmente 21 mensilità nette. Chi, invece, inquadrato in attività definite ‘cessanti’ decide di risolvere in maniera consensuale il rapporto ottiene 24 mensilità nette. Tutti questi lavoratori, inoltre, possono usufruire del pacchetto di misure atte a facilitare la ricollocazione esterna. La gestione di questa fase avverrà tramite la società Sernet, specializzata in questo tipo di attività incaricata da Sky, che presterà supporto per la ricerca di alternative professionali esterne per un periodo complessivo di 12 mesi dalla data di adesione al percorso, con costi a carico della Società.