24 marzo 2017 | 22:18

Oggi sciopero delle agenzie di stampa contro la gara aperta decisa dal governo

Giampaolo Roidi – Oggi, 25 marzo 2017, i giornalisti delle agenzie di stampa non lavoreranno, un giorno di sciopero per protestare contro il progetto del governo di riformare il sistema delle forniture dei notiziari informativi allo Stato attraverso una gara aperta.

Un giorno importante per scioperare. Oggi a Roma 28 capi di Stato e di governo saranno a Roma per celebrare i 60 anni dei Trattati europei, i riflettori di tutto il mondo saranno accesi sulla capitale, anche per motivi legati all’allerta terrorismo. Ma i giornalisti delle agenzie hanno scelto questa data per fare sentire la loro voce, a questo punto non soltanto al ministro con delega all’editoria Luca Lotti, non soltanto al premier Paolo Gentiloni, ma a tutto il Paese e agli altri media, giornali, radio, televisioni, siti web che si ritroveranno senza l’informazione primaria. Una protesta che non ha precedenti, se si considera il comparto specifico delle agenzie (circa 830 i giornalisti stabilmente assunti nelle oltre 14 agenzie di stampa nazionali, a cui si aggiungono addetti per un totale di 2350 persone). Protesta che in serata è stata rilanciata da Enrico Mentana in diretta su La7 e che in queste ore ha prodotto una mobilitazione di numerosi direttori di giornale. Tutti convinti che la rottura debba rientrare e che il governo debba battere un colpo.
La tensione, tra i comitati di redazione delle 14 agenzie coinvolte nella riforma del sistema delle forniture allo Stato e il ministro Lotti è salita nell’ultima settimana, dopo una serie di incontri tra i rappresentanti sindacali, lo staff del ministro e i funzionari del Dipartimento dell’editoria e dell’informazione di Palazzo Chigi. Le agenzie di stampa – su questa linea la posizione delle aziende e quella dei lavoratori coincide in toto – contestano la decisione del governo di procedere con una gara europea, che metterebbe al rischio le aziende italiane e consentirebbe ad agenzie straniere di entrare nelle forniture senza meccanismi di reciprocità nei rispettivi Paesi. Stamattina il coordinamento dei Cdr aveva chiesto garanzie a Lotti, che prima delle 19 ha diramato a nota: “In merito al comunicato dei Comitati di redazione delle agenzie di stampa, riuniti in coordinamento, e alla luce dei termini ultimativi in esso contenuti, si precisa che la fase di dialogo e collaborazione tra le parti viene così di fatto unilateralmente compromessa dallo stesso coordinamento dei Cdr. Il ministro Luca Lotti, che ha ribadito in più occasioni l’attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali, assicura la propria disponibilità al dialogo purché avvenga nel reciproco rispetto dei sostanziali principi del confronto”. Lotti invitava “comunque il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) Raffaele Lorusso, in qualità di rappresentante del comparto, ad un incontro da concordare per la prossima settimana, che avrà al centro tutti i temi legati al bando per l’acquisto dei servizi realizzati dalle agenzie di stampa”.
Una posizione che evidentemente non è andata giù ai comitati di redazione che spigano così le ragioni della loro protesta:  “Il Coordinamento dei comitati di redazione delle Agenzie di stampa nazionali, alla luce delle mancate risposte da parte del ministro Luca Lotti, ha deciso di proclamare una giornata di sciopero per domani, sabato 25 marzo dalle 6 del mattino alle 6 del giorno dopo. Quella di domani è una giornata importante per l’Europa e per l’Italia e per questo, fin da ora gli oltre 800 giornalisti delle agenzie di stampa esprimono il loro rammarico, in primis al capo dello Stato Sergio Mattarella, alle Istituzioni nazionali e Ue e all’opinione pubblica per il silenzio dei notiziari su cui poggia l’intero sistema dell’informazione in Italia. I Cdr chiedevano al ministro Lotti la convocazione per un incontro con il coordinamento dei Cdr e una chiara indicazione di disponibilità ad un vero confronto su soluzioni alternative al bando di gara europeo per il settore, in particolare sulle proposte avanzate dalla Fnsi, alla luce di fondate preoccupazioni. Le gare europee, peraltro imminenti, a giudizio dei Cdr di tutte le testate del settore mettono infatti a rischio la sostenibilità e, in alcuni casi, la sopravvivenza delle aziende e delle redazioni, oltre a compromettere il pluralismo dell’informazione e la salvaguardia degli interessi dell’informazione primaria italiana rispetto ai grandi gruppi editoriali stranieri.
“Per tutta risposta – proseguono i Cdr – il ministro “scarica” sui giornalisti delle agenzie, dopo due mesi di dichiarazioni pubbliche di preoccupazione e di richiesta di un vero confronto, l’onere di aver “unilateralmente compromesso” una fantomatica fase di dialogo che da parte sua non c’è mai stata, mentre e’ stato sempre ribadito, in tutte le sedi, che il bando di gara europeo così concepito è ineluttabile. Per questo le redazioni delle agenzie di stampa, pur consapevoli del loro ruolo di responsabilità nel Paese, di fronte alla chiusura totale manifestata fino ad oggi dal ministro Luca Lotti, domani si asterranno dal lavoro proclamando il primo sciopero nella storia dell’editoria italiana dell’intero settore dell’informazione primaria”.
Del caso si sta occupando in queste ore anche lo staff del presidente Mattarella e non si escludono colpi di scena nella notte.