Protagonisti del mese

25 marzo 2017 | 10:16

L’energia delle storie

Un sito che racconta i progetti di Eni nel mondo e le persone che ci lavorano, un grande investimento sui social del gruppo e dell’ad Claudio Descalzi, un lab che misura la reputazione anche nei momenti critici come l’inchiesta sull’affaire nigeriano: Marco Bardazzi spiega la strategia di comunicazione di Eni nell’era digitale

Creiamo valore a lungo termine’ è il titolo del piano strategico 2017-2020 dell’Eni presentato il 1° marzo a Londra dall’amministratore delegato Claudio Descalzi. Uno sguardo al futuro con più ottimismo, che segna un punto di svolta dopo un periodo difficile, non solo per il primo gruppo energetico italiano, ma per tutto il settore. “Usciamo da due anni di bassi investimenti e di sfiducia nell’industria del petrolio a livello globale”, ha detto Descalzi, “ora ci aspettiamo un lento aumento dei prezzi del petrolio fino a 70 dollari al barile nel 2020”. Descalzi ha riorganizzato il gruppo per accrescerne l’efficienza, creando nuove unità di business e razionalizzando quelle esistenti. In questi tre anni, malgrado la difficile situazione dei prezzi delle commodity, l’Eni ha messo a segno importanti risultati, come la scoperta al largo delle coste egiziane del più grande giacimento di gas del Mediterraneo.

Nei prossimi tre anni l’Eni punta sulle esplorazioni – “il vero motore del nostro business upstream”, l’ha definito l’amministratore delegato – prevedendo un raddoppio dell’estrazione rispetto al piano precedente, grazie alla perforazione di circa 120 pozzi in oltre 20 Paesi. Intanto è stata quasi completata la ristrutturazione dei settori Gas and Power e Refining and Marketing, “aumentando l’efficienza e massimizzando la redditività del capitale”. Nel settore della raffinazione, infine, che è quello strutturalmente più debole, l’Eni “farà leva sull’ottimizzazione degli impianti, l’aumento della produzione della bioraffineria di Venezia e l’avvio di quella di Gela, la razionalizzazione della logistica e la crescita dei risultati del marketing tramite innovazione ed efficienza”.

Marco Bardazzi

Sta trovando insomma attuazione il nuovo modello di sviluppo sostenibile dell’energia che Descalzi aveva annunciato il 30 settembre scorso a Parigi: un percorso a lungo termine verso l’obiettivo di ridurre il ‘footprint da carbonio’, cioè le emissioni di gas a effetto serra. È un modello basato su competenza e innovazione, in grado di “coniugare solidità finanziaria e sostenibilità sociale e ambientale”, minimizzando i rischi e gli impatti sociali e ambientali delle attività, e volto a supportare lo sviluppo delle comunità locali in cui il gruppo opera e ad assicurare il coinvolgimento di tutti gli stakeholder.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 481 – Marzo 2017

Abbonati al mensile ‘Prima’ edizione cartacea (+ Uomini Comunicazione), alla versione digitale per tablet e smartphone o a quella combinata carta-digitale: Prima + Uomini + edizione per tablet e smartphone