25 marzo 2017 | 22:26

Sciopero agenzie, adesione pressochè totale. Pica (Fieg): “Fatto senza precedenti, ora riparta subito il confronto col governo”

Giampaolo Roidi – “Oggi è avvenuto un fatto grave e senza precedenti nell’informazione primaria italiana che per la prima volta ha proclamato un’agitazione sindacale simultanea di tutte le agenzie di stampa: questo ha determinato la sospensione delle trasmissioni in un giorno importante per il nostro Paese che si trova a celebrare il 60° anniversario dei Trattati europei che proprio nel nostro Paese hanno visto la luce. In qualità di presidente Fieg – categoria agenzie di stampa – mi adopererò in tutte le sedi Istituzionali affinché si riannodi nel più breve tempo possibile un dialogo costruttivo tra i rappresentanti dei Cdr delle agenzie e i rappresentanti del governo in una prospettiva di distensione e di conciliazione che permetta un dialogo basato su una progettualità per il futuro dell’informazione primaria italiana”.
Alessandro Pica, Ad dell’Agi e voce ufficiale degli editori delle agenzie italiane, ha sperato fino all’ultimo che dal governo arrivasse un segnale di apertura che convincesse i comitati di redazione delle 14 agenzie nazionali a revocare lo sciopero di oggi, giornata di celebrazioni per i 60 anni dei Tratti di Roma. Poi, nel primo pomeriggio, nel silenzio generale, ha cominciato a lavorare per il dopo, lo strappo si era ormai consumato. L’adesione dei giornalisti di agenzia alla protesta contro la decisione del governo di riformare il sistema attraverso una gara aperta, anziché per mezzo di una procedura negoziata che secondo aziende e sindacati meglio tutelerebbe il comparto industriale, è stata pressoché totale. I giornali in edicola domani, radio e telegiornali di oggi sono stati realizzati senza il flusso di ‘informazione primaria’ prodotto dalle agenzie. Non era mai successo che i soli giornalisti delle agenzie incrociassero le braccia non all’interno di una mobilitazione sindacale più generale. E da lunedì il confronto non potrà che ripartire dallo strappo del 25 marzo.
Le 14 agenzie nazionali chiedono con fermezza al governo di rivalutare la scelta della gara europea per regolare, dal primo luglio di quest’anno, le forniture di notiziari allo Stato. Continua Alessandro Pica: “Un comparto, quello dell’informazione primaria, che necessita di una profonda ristrutturazione industriale a seguito della grave crisi del settore e che necessita di ripensare il proprio modello di business e editoriale in chiave moderna e sostenibile confrontandosi con necessità nuove del mercato, della competitività e dell’innovazione, per una sostenibilità economica delle imprese nel tempo e per garantire il giusto pluralismo e la libertà d’informazione che siano lontani da logiche anacronistiche del passato e che tutelino nel contempo la libertà e la reciprocità di concorrenza”.
Destinatario del comunicato Fieg è Luca Lotti, ministro dello Sport con delega all’editoria, che ancora ieri pomeriggio ha ribadito la sua intenzione di procedere con la gara, pur promettendo “attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali”, e “la propria disponibilità al dialogo purché avvenga nel reciproco rispetto dei sostanziali principi del confronto”. Lotti si era detto disponibile ad incontrare i giornalisti delle agenzie e la federazione della stampa la prossima settimana, ma i Cdr non hanno giudicato sufficiente questo impegno per revocare la protesta di oggi e dopo quasi due mesi di polemiche e incontri via via più tesi. Sempre ieri si era espresso sulla crisi agenzie-governo Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi: “È fondamentale che il confronto sulle modalità che devono regolare il rapporto fra le agenzie di stampa e il governo vada avanti. La comprensibile preoccupazione dei giornalisti delle agenzie di stampa per una procedura, quale quella della gara europea per l’affidamento dei servizi, che potrebbe mettere a rischio i livelli occupazionali, non deve compromettere né il clima di dialogo che si è già instaurato con il governo né la ricerca di soluzioni alternative, a cominciare da un decreto legge, sul quale sarà necessario procedere con i dovuti approfondimenti”. Lorusso si è detto pronto a incontrare nuovamente il ministro Luca Lotti, “che ringrazio per la disponibilità ad un incontro da tenersi la prossima settimana. A lui come già nell’incontro dell’altro giorno al Presidente del Consiglio ribadiremo la nostra contrarietà alla gara europea e la volontà di trovare soluzioni condivise che, nel rispetto delle leggi, assicurino la continuità del servizio e garantiscano l’occupazione”. Il coordinamento dei Cdr vorrebbe tuttavia incontrare il ministro insieme alla Fnsi, per poter esprimere il proprio dissenso sulla riforma direttamente e, naturalmente, non a giochi fatti (tra Federazione e comitati di redazione le vedute sul confronto col governo sono state anche molto divergenti nelle ultime settimane).
Oggi lo strappo. Niente lanci d’agenzia per tutto il giorno. Il fronte dei Cdr è compatto, convinto e argomentato il sostegno della Federazione. Anche tra le aziende il no alla riforma Lotti è unanime. Si riparte lunedì da un muro contro muro.