26 marzo 2017 | 20:24

Sciopero agenzie, strascichi sui giornali rimasti senza ‘informazione primaria’. Il Fatto: Lotti dà buca alle agenzie e va a sciare. La smentita del ministero: ricostruzione priva di fondamento

La frattura tra agenzie di stampa e governo Gentiloni lascia strascichi anche nelle redazioni dei giornali, dove sabato 25 marzo i giornalisti si sono trovati a lavorare senza ‘lanci’, senza il flusso di ‘informazione primaria’, a causa dello sciopero delle agenzie.

Luca Lotti (foto Olycom)

È Il Fatto Quotidiano ad andare giù pesante sul ministro con delega all’editoria Luca Lotti, contro il quale i comitati di redazione delle 14 agenzie di stampa nazionale hanno incrociato le braccia per protestare contro l’annunciata riforma del sistema delle forniture allo Stato che non piace a nessuno, né ai sindacati, né agli editori. Il giornale di Marco Travaglio racconta quello che è successo giovedì 23 nel corso di un incontro tra i Cdr e due collaboratori del ministro Lotti, incontro che sarebbe dovuto servire a scongiurare lo sciopero del 25, giornata storica per il Paese con le celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma. “Suocera in coma”: Lotti dà buca alle agenzie e va a sciare, questo il titolo del servizio a firma Marco Franchi. Si legge in un passaggio:“Venerdì, domani, il ministro non c’è – è un collaboratore di Lotti a parlare ai giornalisti dei comitati di redazione, ndr – sarà assente anche al Consiglio dei ministri. Nel senso che ha un problema personale: ha la suocera in coma in ospedale. Deve andare in ospedale. Per favore, tenetevelo per voi”. I sindacati, scrive il Fatto, l’hanno tenuto per loro, “ma poi lo stesso Lotti s’è fatto scappare qualcosa di grosso: la verità che smentisce la bugia del suo fidato collaboratore. Il ‘lampadina’ ha pubblicato su Facebook una fotografia con il campione della discesa libera Innerhofer: ‘Avevo preso un impegno con gli amici dell’Abetone e l’ho mantenuto: oggi ho partecipato a una bellissima iniziativa, il Trofeo sciistico Fabio Danti’. Dunque il ministro non era al capezzale della suocera, ma in montagna a sciare”.
Oggi pomeriggio, la smentita dell’ufficio stampa del ministro, che nega la ricostruzione del Fatto: “Si precisa che la ricostruzione fatta sui contenuti della riunione avvenuta nella sede della FNSI è priva di ogni fondamento e che la presenza del ministro all’Abetone era programmata da tempo e finalizzata esclusivamente alla sua partecipazione ad una iniziativa di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto (tutto facilmente verificabile).
“Nella giornata di venerdì”, si legge ancora nella nota “non era stato fissato nessun incontro. Si ricorda infatti, ai fini di una corretta e completa informazione, che il ministro Lotti ha convocato il segretario generale del sindacato dei giornalisti per un incontro da tenersi la prossima settimana sul tema delle agenzie di stampa: un dato essenziale questo, che nell’articolo però non viene riportato, nonostante a supporto vi siano un comunicato stampa ufficiale e 10 lanci delle principali agenzie di stampa che riportano il medesimo contenuto”. Secondo il quotidiano di Porta Metronia “il ministro, che aveva la delega all’Editoria anche da sottosegretario, ha impegnato tre anni di mandato per una riforma delle agenzie che mirava alle fusioni con il desiderio, mai smentito, di una monumentale agenzia unica in grado di celebrare il renzismo. Poi il ricorso del Velino ha bloccato il piano del “lampadina”, gli elettori hanno bocciato il referendum e il ministro s’è vendicato con il bando europeo”.
Già domani il coordinamento del Comitati di redazione e la Federazione nazionale della stampa torneranno alla carica per ottenere un incontro in questi giorni con il ministro e con lo stesso presidente del Consiglio, che mercoledì scorso aveva dato la sua disponibilità ad occuparsi in prima persona della riforma delle agenzie. I sindacati (ma anche i manager delle aziende) chiederanno al ministro come una gara europea aperta potrà produrre uno sviluppo del comparto e tutelare i livelli occupazionali attuali (2350 gli addetti complessivi, tra giornalisti e altre figure professionali coinvolte), visto che lo stesso Lotti ancora la scorsa settimana aveva assicurato il suo massimo impegno per tutelare la categoria.