27 marzo 2017 | 12:58

Il cinema è prezioso per la cultura italiana, dice il presidente Mattarella incontrando i candidati ai Premi David di Donatello. Lo sviluppo tecnologico una sfida alla creatività del settore

Il cinema è “un settore prezioso per la società e per la cultura dell’Italia” e “non può essere abbandonato per affrontare da solo il mercato internazionale”. A dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro al Quirinale con i candidati ai Premi David di Donatello. Nel suo intervento il capo dello stato ha citato la legge sul cinema approvata nelle scorse settimane, sottolineando “come abbia incassato l’approvazione di un fronte più ampio della sola maggioranza parlamentare”, invitando a “cogliere le nuove opportunità” che nascono dopo il varo di questa riforma, bisogna. “Il cinema incarna quella qualità italiana che è la nostra credenziale più riconosciuta al mondo”, ha detto Mattarella, puntando poi sul valore educativo che possono avere le pellicole.

Sergio Mattarella (foto Olycom)

Il cinema “può insegnare tante cose” sollecitando lo spirito critico e quindi “può aiutarci a contrastare quella violenza verbale che circola sempre più velocemente tra il Web e le nostre relazioni umane”, ha spiegato, parlando anche dell’importanza di un legame più forte con la scuola, con i film che possono diventare un punto di partenza per “riflettere, a superare barriere e pregiudizi, a scoprire il valore delle diversità, a riflettere criticamente”.  Per Mattarella, quando si diffondono fenomeni come la violenza verbale sul web “non sono sufficienti gli appelli per correggerli. Servono linguaggi altrettanto efficaci. Immagini, messaggi che scuotano le coscienze. E che vengano proposti con efficacia, anche con leggerezza”.

“Il cinema cambia, così come si sta modificando l’intera realtà intorno a noi”, ha aggiunto ancora. “Ma chi aveva pronosticato il venir meno del cinema in conseguenza della rivoluzione negli strumenti di comunicazione, della moltiplicazione dei supporti audio-video, della trasformazione dei costumi e delle abitudini, ha dovuto fortunatamente ricredersi”, ha spiegato ancora Mattarella, parlando della crescita dell’interdipendenza tra cultura e società, tra contenuti e tecniche, tra piattaforme e linguaggi, che ha portato con sé anche un “più forte anche il legame tra cinema e televisione”.

“Tutto questo rappresenta non un ostacolo, ma una sfida alla vostra creatività, alla capacità industriale del settore, all’organizzazione sociale, culturale, formativa. Noi italiani questa sfida vogliamo e possiamo vincerla. Abbiamo le forze e le risorse umane”, ha concluso, “per raccogliere l’eredità, prestigiosa, dei decenni passati, anche innovando codici espressivi o modalità di produzione e di distribuzione”.