28 marzo 2017 | 14:55

La convenzione deve riconoscere come obiettivo del servizio pubblico la massima diffusione delle tivù online, chiede il garante per la concorrenza Pitruzzella: Rai driver per lo sviluppo sempre più diffuso di una cultura digitale nel nostro Paese

“La convenzione riconosca esplicitamente come obiettivo la massima diffusione dei contenuti della concessionario del servizio pubblico su tale piattaforma, anche mediante l’offerta di servizi di media audiovisivi non lineari (on-demand, catch-up tv) e l’utilizzo di portali e applicazioni per i  dispositivi di nuova generazione (TV connesse, set-top boxes, tablet, smartphone)”. L’auspicio – riferisce AdnKronos –  è del presidente dell’Autorità garante la concorrenza, Giovanni Pitruzzella, ascoltato oggi dalla Commissione di Vigilanza Rai nell’ambito dell’esame dello schema di decreto del presidente del consiglio concernente l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

Giovanni Pitruzzella (foto Olycom)

“L’offerta della Rai su Internet non costituisce solo un aspetto del servizio pubblico radiotelevisivo ‘imposto’ dal nuovo contesto tecnologico – spiega – ma deve essere considerato e valorizzato anche come un importante driver per lo sviluppo sempre più diffuso di una cultura digitale nel nostro Paese. Non è un caso che, nel corso della  consultazione pubblica, l’89% degli intervistati ha rilevato che la Rai dovrebbe avere un ruolo importante nel ridurre il digital divide el’84,5% ritiene che dovrebbe produrre programmi fruibili su tutte le piattaforme e da tutti i dispositivi”.

“Si accoglie, dunque, con favore – sottolinea Pitruzzella – la previsione all’art. 3 secondo cui la società concessionaria deve garantire la programmazione in live streaming fruibile sulla piattaforma IP. E’ auspicabile, comunque, che tale offerta su Internet costituisca solo una parte di un più ricco insieme di servizi online offerto dalla Rai. Internet, infatti, rappresenta una grande opportunità per il servizio pubblico radiotelevisivo non solo in quanto consente di ampliare la distribuzione del proprio prodotto ‘lineare’, ma anche perché permette forme evolutive di fruizione dei contenuti”.