Si mettano da parte i bandi per le agenzie, perché l’informazione non è un servizio come tutti gli altri, dice il segretario Fnsi, Lorusso. Il governo vuole continuare il confronto: speriamo di convincerlo a cambiare strada

“Essere europei non significa seguire procedure che porterebbero a trattare l’informazione alla stessa stregua di settori senza rilevanza costituzionale. Non è un servizio come tutti gli altri. Ci auguriamo che si metta da parte questa procedura, contro cui c’è stata una bella fetta di opposizione”, compreso “il primo sciopero nazionale delle agenzie di stampa, il 25 marzo”. A dirlo il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, all’assemblea dell’Associazione Stampa Romana.

“Mi auguro che il segnale sia arrivato forte e chiaro al ministro e a qualche palazzo un po’ più in alto”, ha aggiunto. “In gioco bene c’è il bene primario dell’informazione e in gioco ci sono anche i posti di lavoro”.

Raffaele Lorusso

Secondo il segretario della Federazione della Stampa “un segnale positivo” sta nel fatto che “il governo non ha chiuso le porte, e vuole continuare a confrontarsi”. “Speriamo di convincerlo a cambiare strada: su una strada che ci faccia restare in Europa, ma non ci faccia diventare un unicum in Europa. Una soluzione che salvaguardi l’informazione primaria e i posti di lavoro”.

“Stiamo lavorando a una soluzione che soddisfi tutti anche in queste ore con contatti informali, non solo con il ministro ma anche con il resto del governo”, ha concluso.

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