29 marzo 2017 | 17:59

“Sulle agenzie di stampa è necessaria una soluzione che tuteli l’occupazione”, dice il presidente Grasso. E sulla condizione dei giornalisti: il 40% ha un reddito annuo sotto i 5mila euro, la precarizzazione impone riflessioni e azioni non rinviabili

“In queste ultime settimane c’e’ forte tensione tra le agenzie di stampa e il governo sul rinnovo dei contratti dei servizi di abbonamento della Pubblica Amministrazione, una tensione che ha condotto sabato scorso allo sciopero generale dei sindacati dei giornalisti dell’informazione primaria. E’ necessario trovare una soluzione che tuteli i livelli occupazionali, il pluralismo e che, contemporaneamente, riordini questo settore: mi auguro che il necessario confronto tra le parti conduca a soluzioni condivise e soddisfacenti per tutti”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della presentazione della edizione 2016 dell’Osservatorio sul giornalismo dell’AgCom. “Una stampa libera, autorevole e consapevole gioca un fondamentale ruolo nella definizione della cultura di un popolo e nel rapporto che esso istituisce con il potere”, ha aggiunto. “Questo approfondimento ci da’ un’importante chiave di lettura della qualita’ della democrazia della nostra comunita’, delle minacce cui siamo chiamati a rispondere e dei miglioramenti che dobbiamo realizzare”, ha proseguito Grasso.

Pietro Grasso, presidente del Senato (foto Olycom)

“Il 40% degli oltre 35.000 giornalisti attivi in Italia, per lo piu’ under 35, produce annualmente un reddito inferiore ai 5.000 euro, se si guadagna cosi’ poco significa che il tema della precarizzazione e della dignita’ di questa professione impone riflessioni e azioni non piu’ procrastinabili”. Cosi’ il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della presentazione della edizione 2016 dell’Osservatorio sul giornalismo dell’AgCom. “Non e’ un mistero che negli ultimi anni la crisi economica abbia fortemente penalizzato l’intero comparto dell’informazione. Per rispondere alle difficolta’, si e’ spesso fatto ricorso a soluzioni di corto respiro, che puntano piu’ alla quantita’ che alla qualita’ dei contenuti – ha aggiunto -. Nel lungo periodo temo che questo atteggiamento possa essere controproducente, sebbene sia consapevole delle obiettive difficolta’ di fare da argine a una deriva globale che premia la velocita’ rispetto all’accuratezza e il sensazionalismo rispetto all’approfondimento”. “Occorre, in questo senso, educare allo sforzo e alla fatica del confronto anche i cittadini, a partire dai piu’ giovani sin dalle scuole – ha proseguito Grasso -. Un pubblico consapevole riconosce il giornalismo di qualita’ rispetto a quello che rincorre la strumentalizzazione, la polemica o una lettura superficiale di fenomeni invece terribilmente complessi”. (ITALPRESS).