30 marzo 2017 | 17:52

Al via Sharing Italy di Intesa Sanpaolo a Torino. Il responsabile banca e territori, Stefano Barrese: due giorni per immaginare il futuro del paese tra crescita, innovazione e competitività

Ventiquattro tavoli, 17 speech, 47 relatori e 150 imprese per parlare di crescita, innovazione, competitività. Sono partiti questa mattina a Torino i lavori di Sharing Italy di Intesa Sanpaolo. Ad aprire i lavori Vittorio Meloni, direttore comunicazione Intesa Sanpaolo.

 

“Due giorni per immaginare il futuro”, ha detto Stefano Barrese, responsabile Banca Territori di Intesa Sanpaolo, lanciando subito le “sei parole su cui discutere per la crescita: esplorare, cercare, capire, sperimentare, comunicare, valorizzare”.

“Questo è un Paese che fa fatica a comunicare positivamente”, ha spiegato Barrese, “vogliamo provare a immaginare il futuro, mostrandoci vicini alle imprese andando oltre il credito”.

 

“È necessario uno sguardo internazionale”, secondo Barrese, e le aziende presenti a Sharing Italy ci sono perché “hanno saputo valorizzare la digitalizzazione”. E se è vero che “il paese ricomincia a crescere”, ha aggiunto, “Intesa Sanpaolo vuole farsi motore della crescita affiancando le imprese”.

Il lavoro dei tavoli tematici è cominciato:

 

A parlare della “cultura come opportunità” Walter Vergnano, soprintendente del Regio di Torino, che ha detto: “a chi regge le sorti della cultura manca il principio di visione”.

Secondo Marco Morganti, ad di Banca Prossima, “il nostro paese è un insieme di comunità organizzate e non un astratto contenitore geografico”. Ne è un esempio il “Made in Italy sociale che vale 46 miliardi di fatturato e viene esportato”. L’economia sociale, infatti, secondo Gigli è “un intreccio di bisogni e sistemi, un mondo che conosce una forte spinta all’innovazione”.

Secondo Mauro Micillo, ad di Banca Imi, “è un dovere l’ambizione che Milano diventi capitale europea della finanza”.