30 marzo 2017 | 12:40

Il tetto in Rai valga per i dirigenti, non per le star, dice a ‘Mix 24′ il ministro degli Esteri, Alfano. Nessun rinnovamento con Campo Dall’Orto: dopo due anni non c’è ancora un piano editoriale

Il tetto valga per gli stipendi dei dirigenti, non per le star. Questo in sintesi l’opinione del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, a proposito del limite ai compensi nel servizio pubblico. “Io sono per lasciare assolutamente il tetto per i dirigenti”, ha spiegato Alfano, nel corso dell’intervista rilasciata a Giovanni Minoli a Mix 24. “I dirigenti sono lì per fare un servizio al Paese ed essere pagati il giusto. Poi in compenso hanno glorie e onori dal fatto di servire lo Stato”.

“Il servitore pubblico viene pagato di meno, se vuoi guadagnare di più vai sul privato”, ha ribadito, toccando poi la questione del tetto per gli artisti, all’indomani del pronunciamento dell’Avvocatura di Stato, che ha sollevato dubbi sul limite. “Altra cosa sono coloro i quali fanno un altro tipo di carriera, che è in competizione con reti private: mi riferisco alle star, per loro il ragionamento è diverso.” “Ma per coloro i quali servono il servizio pubblico, per il dirigente che va lì per fare il direttore generale della Rai, oppure per fare il servizio di amministratore, se lo fa per il servizio pubblico guadagna di meno”.

Angelino Alfano (foto Olycom)

Nel corso dell’intervista, Alfano ha rivolto anche critiche a Campo dall’Orto: “Dopo due anni non ha fatto nessun piano editoriale ed è stato necessario inserire la necessità del piano editoriale anche in concessione per obbligare il dg a farlo”. E ancora: “Se c’è qualche programma o fiction di successo c’è perché era stato deciso prima del suo arrivo e ci son state delle scelte, come le assunzioni, che sono state stigmatizzate anche dall’autorità nazionale anticorruzione”.

Il rinnovamento promesso da dall’Orto? “Non l’ho visto, non è che non mi basta, non si è visto”.