30 marzo 2017 | 18:31

Improprio limitare i compensi degli artisti in Rai, dice il sottosegretario Giacomelli: tetto non previsto nel testo della legge

“Ritengo improprio il tetto ai compensi per gli artisti in Rai perché a mio avviso non era previsto nel testo della legge e il parere dell’Avvocatura dello Stato lo sostiene con maggiore autorevolezza di me”. A dirlo il sottosegretario allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in occasione del convegno sulla convezione tra la Rai e lo Stato alla Casa del Cinema di Roma.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Secondo Giacomelli, che sulla questione dei compensi si era già espresso nelle scorse settimane, il tetto “sarebbe improprio anche rispetto all’idea della Rai che ci siamo dati, cioè”, ha specificato, “che è quella di un’Azienda che deve stare sul marcato”. “Se avessi condotti io il Festival di Sanremo Campo Dall’Orto avrebbe sicuramente risparmiato”, ha concluso scherzando, “ma non avrebbe ottenuto gli stessi risultati”.

“L’intenzione del governo è di dare più risorse alla Rai e di dare certezza di risorse”, ha aggiunto ancora Giacomelli, parlando dell’introduzione del canone in bolletta. “Nei primi tre anni di gestione provvisoria il cosiddetto extragettito ha una molteplicità di destinazioni. Poi però diventa gettito e parliamo di 2 miliardi, 2 miliardi e 100 che danno certezza di risorse a livello pluriennale, immaginando che una determinazione certa del canone possa avvenire con una norma”. Poi ha precisato che rispetto agli incassi da canone prima dell’introduzione in bolletta (quasi un miliardo e 600 milioni) “nel 2016 alla Rai sono arrivati 250 milioni in più, nel 2017 150 milioni in più e l’anno prossimo sarà lo stesso”. Giacomelli ha aggiunto che “occorre allo stesso tempo certezza di verifiche dell’impiego delle risorse, un controllo che non riguarda affatto l’autonomia della Rai. Mi riferisco all’efficientamento dell’azienda, un tema su cui penso si possa lavorare”. Quanto ai tetti pubblicitari, ha aggiunto che “è la legge che fissa i parametri e solo la legge può intervenire”, ma che “lo scenario è cambiato rispetto a qualche anno fa”. “Ora – ha spiegato – esistono i giganti di internet che spostano il confine della raccolta pubblicitaria, una risorsa diventata scarsa. Tutti conosciamo la difficile situazione delle redazioni al di fuori della Rai e il pluralismo va garantito nel suo complesso”.

Tra i temi affrontati anche quello della riforma dell’informazione. “Era necessaria qualche anno fa e lo è oggi ancora di più. Questo è il principale obiettivo della Rai”. “Tocca alle istituzioni dare indicazioni, ma c’è un limite che la politica non deve valicare – ha proseguito -. Credo che sia giusto chiedere un piano editoriale e industriale che la innovi e attualizzi, senza che questo tema sia lasciato al dibattito politico”.

Secondo Giacomelli “c’è un’attesa importante non solo di efficientamento, ma anche di nuove modalità di fruizione dell’offerta”. “L’obiettivo della convenzione, come ha detto il premier Gentiloni, è il rilancio del servizio pubblico – ha sostenuto il sottosegretario -. Significa che serve una attualizzazione che in parte tocca alla politica e in parte all’azienda”. “La Rai oggi può acquistare centralità nel sistema – ha affermato -. Lo scenario è cambiato, non è più la controparte di un’altra azienda privata come successo per anni”.