30 marzo 2017 | 17:37

La pirateria online è come il traffico illegale di opere d’arte. I big dell’intrattenimento televisivo scrivono al G7 dei ministri della Cultura per chiedere un freno alle violazioni del diritto d’autore sul web

Gli amministratori delegati o presidenti delle principali aziende di media e intrattenimento internazionali hanno scritto ai ministri della Cultura del G7 riuniti oggi a Firenze per chiedere che venga affrontato il grande problema della pirateria online.

In particolare, riferisce Mf-Dow Jones, società e organizzazioni del calibro di Vivendi, Sky Group, Sky Italia, Sky Deutschland, BBC Worldwide, Canal+, Mediaset, Fox, Disney, Nbcu, Sony Pictures, Constantin Film, European Producers’ Club, Anica, Warner Music, Universal Music, Premier League, Bundesliga, Lega Serie A e Uefa hanno inviato una lunga lettera ai ministri per evidenziare i problemi creati dalla pirateria e invitare a trovare le relative soluzioni.

 

“Scriviamo – esordisce la missiva – in rappresentanza di molte delle più grandi aziende di media e di intrattenimento del G7, una parte rilevante del settore creativo che ogni anno contribuisce all’economia globale con 2,25 mila miliardi di dollari. Oltre a garantire decine di milioni di posti di lavoro altamente qualificati, intratteniamo miliardi di persone ogni giorno con contenuti diversi e assicuriamo investimenti vitali a sostegno dello sport, delle arti e della cultura”.

“Data l’attenzione dei Ministri della Cultura del G7 alla tutela del nostro patrimonio culturale – proseguono – è giusto che l’incontro ministeriale si tenga a Firenze, città che si distingue proprio per la conservazione e la tutela della cultura. Ciò rappresenta l’ideale prosecuzione delle agende G7/G8 e G20 degli anni precedenti, in particolare di quella della Francia che nel 2011 si è focalizzata sulla protezione e la promozione della cultura ponendola fra i suoi obiettivi fondamentali”.

“Con la presente lettera, chiediamo il Vostro sostegno per garantire il continuo successo del settore in tutti i Paesi del G7 e non solo. Siamo di fronte a un problema di forte impatto tanto quanto il traffico di opere d’arte, che danneggia il nostro settore al pari delle grandi sfide internazionali e che, giorno dopo giorno, sta prendendo sempre più piede. Parliamo della sistematica, diffusa e sofisticata violazione online della nostra proprietà intellettuale da parte di imprese commerciali che cercano di generare profitti illeciti sfruttando il nostro lavoro e la nostra creatività. Il fenomeno è meglio conosciuto come pirateria online e mette a repentaglio la capacità delle nostre aziende di continuare ad investire, crescere e dare un contributo positivo alle nostre economie e alle nostre società”.

“Le stime percentuali sulla pirateria online – prosegue la lettera – variano, ma la maggior parte degli studi mostra che circa il 30% degli utenti di Internet in tutto il mondo accede regolarmente a contenuti illegali. L’impatto di tale pratica mette a rischio miliardi di investimenti e rappresenta una minaccia per decine di milioni di posti di lavoro nei nostri paesi. Il fenomeno colpisce l’intera filiera dell’intrattenimento, dagli scenografi ai truccatori, dai produttori discografici ai compositori, dal personale impiegato durante gli eventi sportivi al cameraman e al produttore, dal programmatore di software per un gioco al progettista di un’app, dai gestori di sale cinematografiche ai distributori. Nessuno escluso”.

“Chiediamo dunque la Vostra attenzione su questo problema in maniera coordinata e strategica, per affrontare in modo sistematico tutte le sfide poste dalla pirateria online che rischiano di ostacolare la nostra crescita futura. La pirateria in rete è un problema globale, e se da un lato continueremo ad impegnarci ad adottare le misure legali locali a nostra disposizione per proteggere la nostra proprietà intellettuale, dall’altro ci aspettiamo che anche altri attori responsabili degli ecosistemi internet, compresi gli intermediari, facciano la loro parte per proteggere i consumatori e favorire il commercio legale”.

“Nel 2011, la Presidenza del G8 e del G20 ha dichiarato che “gli autori e gli intellettuali non devono essere privati del frutto del loro talento” nell’era digitale. Il lavoro cominciato allora si è poi fermato a seguito di altri avvenimenti nel mondo, ma ora è il momento di ricominciare da dove avevamo lasciato, tutti insieme. Non c’è migliore occasione delle discussioni che avrete durante il G7 dei Ministri della Cultura per rilasciare una dichiarazione forte e riprendere questo importante lavoro di cui noi tutti beneficeremo, per proteggere la nostra cultura e il nostro futuro economico”, concludono i rappresentati del settore media e entertainment.