31 marzo 2017 | 19:01

Sciopero dei lavoratori de L’Unità. Domani non sarà in edicola

La nota dei lavoratrici e i lavoratori dell’Unità. Roma, 31 marzo 2017 –  Per una volta Staino, per questa volta, non ci hai fatto ridere. Sono giorni, settimane, in cui non ridiamo. Da quando la proprietà ha annunciato che il 60% dei lavoratori di questo giornale a breve andrà a casa. Che l’Unità di domani sarà un giornale miniaturizzato, che avrà di nuovo un sito ma non sarà possibile metterci dentro tutta la nostra professionalità, la nostra passione perché “non ci sono i numeri”. O il giornale o il sito. L’azienda ha incontrato il Cdr e i numeri prospettati fanno paura, sono da macelleria sociale. A pagare saremo solo noi, e tu di conseguenza depauperato dalla nostra forza lavoro. Nel mirino non saranno le scelte dissennate di un’azienda che ha tagliato brutalmente la distribuzione del giornale, che non ha presentato in 21 mesi un piano industriale, che non ha mai investito sul rilancio e neppure sui ricavi pubblicitari. E’ la stessa azienda che non ti ha messo a disposizione quel minimo di risorse che avrebbero potuto rafforzare quella speranza e quell’entusiasmo per cui hai ricevuto un gradimento che non ha eguali nella lunga storia dell’Unità.

E’ una situazione drammatica, difficile ridere, perfino sorridere. Una vertenza sindacale complicata e terribile come quella che stiamo affrontando non è un fumetto, per quanto le strisce siano il tuo linguaggio. Prima di essere un grande illustratore e uomo di satira, tu sei Staino, il direttore dell’Unità. Nella narrazione di Bobo non c’è un passaggio su quanti di noi perderanno il lavoro. Perfino la nostra lotta viene esemplificata e vengono chiamati in causa altri giornali come esempio di giustificazione dei tagli. Continuiamo a pensarti al nostro fianco ma con la stessa sincerità ti diciamo che la tua iniziativa di ieri, nonostante le tue intenzioni, non ci aiuta. Anzi, rischia di offrire all’azienda il fianco per “calare la scure” sulle nostre teste, tanto per citare l’amministratore delegato.
La battaglia non è “emendare” un piano che abbiamo già dichiarato irricevibile. Non si emenda il disastro, lo svuotamento dell’Unità, la fuoriuscita dei suoi lavoratori, giornalisti e poligrafici. Difendere con i denti la redazione è la condizione essenziale per garantire un futuro a questo giornale. Un futuro che poggia le radici sul principio di reciproca solidarietà.
Per questi motivi, con il sostegno della Fnsi, abbiamo deciso di scioperare. E per le stesse ragioni ti chiediamo di restare con noi.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Unità