03 aprile 2017 | 16:34

Gli spot associati su YouTube a video che inneggiano a odio e terrorismo un problema piccolo, dice il chief business officer di Google, Schindler. Al lavoro per migliorare il software per il riconoscimento dei filmati

Un “piccolo piccolo piccolo problema” dai “numeri ristretti” che Google sta risolvendo. Il colosso di Mountain View ridimensiona così il caso degli annunci pubblicitari finiti sui video di YouTube che promuovevano odio e violenza e lo fa con un’ intervista al site Recode di Philipp Schindler, chief business officer di Google. Il problema è stato sollevato nei giorni scorsi dal Times londinese, in seguito diverse aziende hanno ritirato la pubblicità dalla piattaforma in segno di protesta. Una scelta che, ricorda Ansa, secondo gli analisti potrebbe costare all’azienda circa 750 milioni di dollari.

Philippe Schindler, direttore commerciale di Google

Nelle ultime settimane, ha sottolineato Schindler, “qualcuno ha deciso di accendere i riflettori”, in modo “aggressivo”. Ad ogni modo, ha assicurato, Google è al lavoro per risolvere la questione: ha migliorato il software che individua video non adatti a contenuti pubblicitari e ha perfezionato il sistema di segnalazioni su filmati inappropriati. La compagnia ha anche offerto più strumenti agli inserzionisti per decidere il posizionamento degli spot.

Il punto, ha precisato Schindler, è anche che i sistemi informatici dovranno cominciare a “capire il contesto” in “modo diverso”. Un conto, ha detto, è se un termine potenzialmente offensivo compare in una canzone rap, un altro è se viene inserito in filmati di altro tipo. Quanto alla protesta degli inserzionisti, un altro manager di Big G ha precisato a ReCode che “molti non hanno mai ritirato la pubblicità e che altri hanno deciso di tornare in seguito alle azioni intraprese nell’ultima settimana”.