04 aprile 2017 | 18:40

La Rai è il servizio pubblico che produce più contenuti per le serie tv in Europa, dice a Variety il dg Campo Dall’Orto. Le fiction un’area in cui ci siamo mossi velocemente: dopo Netflix e Hbo, in trattative con Amazon

“Nel settore delle fiction tv Rai è il servizio pubblico europeo che produce più contenuti e da questo punto di vista oggi abbiamo un ruolo internazionale che prima non avevamo, anche utilizzando innovative forme di linguaggio”. Nel giorno del suo intervento al Mip Tv di Cannes, in un’intervista rilasciata all’edizione americana di Variety, il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto ha commentato così i risultati ottenuti dalla Rai nel campo delle fiction. A cominciare delle partnership siglate con grandi player internazionali.

Dopo il successo internazionale de ‘I Medici’, la partnership con Netflix per ‘Suburra’ – prossimamente in onda su Rai2, sarà Hbo a lavorare con Viale Mazzini (con Wildside e Fandango) per la produzione della serie ‘L’amica geniale’ tratta dai libri di Elena Ferrante che andrà in onda su Rai1. “Il progetto con Hbo e la regia di Saverio Costanzo è particolarmente importante perché racchiude alcune delle nostre più grandi ambizioni”, ha spiegato il dg Rai, ricordando poi anche che la serie ‘Non uccidere’ sarà trasmessa in Francia e Germani su Arte. “Io penso che uno degli elementi che caratterizzano la tv pubblica siano le produzioni originali e per un operatore pubblico non ci sono molti modi di diventare più internazionale: devi essere capace di esportare i tuoi contenuti. La chiave di volta in questo senso è senza dubbio la fiction tv”, ha specificato.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

“Con Wild Bunch Tv stiamo sviluppando una serie basata su ‘Il Nome della Rosa’ di Umberto Eco”, ha detto, annunciando l’arrivo di un’altra serie ‘Sirene’, ambientata a Napoli, co-prodotta con Beta. “Stiamo anche parlando con Amazon” ha poi rivelato Campo Dall’Orto. “Credo che a breve saremo in grado di annunciare un altro grande accordo internazionale”. “Voglio portare Rai nel mondo,, cambiandola da un punto di vista culturale. Le fiction sono un’area nella quale siamo stati capaci di muoverci più velocemente di qualnto mi aspettassi”. E poi ancora: “Non credo che cinque anni fa sarebbe stato naturale per compagnie come Netflix, Amazon e Hbo cercare una collaborazione con la Rai. Oggi siamo un player di questo livello e c’è la possibilità di aprire un ciclo virtuoso”.

“L’obiettivo che mi sono posto”, ha spiegato Campo Dall’Orto “è quello di trasformare la Rai sia dal punto di vista manageriale che dei contenuti, forse più nei contenuti perché è quello che il servizio pubblico deve fare”. “Uno dei miei principi portanti è creare una Rai ‘inclusiva’, capace cioè di catturare diverse sensibilità nel Paese”, ha spiegato. “L’altro”, ha aggiunto, “è di essere ‘universale’, un concetto piuttosto difficile in questi giorni, con una parte del pubblico, in particolare i giovani usciti dall’adolescenza, che è ostico da catturare”. “Ma la strada per farlo passa dagli sport e dalle serie tv, e anche dal digitale”.

“Avevamo bisogno di una piattaforma dove poter far vedere i nostri contenuti dove e quando si vuole”, ha aggiunto poi il dg parlando di Rai Play. “Può sembrare un’ovvietà ma non è così perché non sapevo quanto fosse indietro Rai in questo campo. Per questo sono molto felice che oggi, a soli sei mesi dal suo lancio, RaiPlay sia il sito tv che genera più traffico in Italia”.

“Voglio che il mio mandato in Rai sia ricordato per due cose”, ha poi chiosato: “la prima è Rai Play, la seconda quella di aver giocato con diversi tipi di fiction e serie tv e di averlo fatto con partner internazionali”.