07 aprile 2017 | 10:46

Per Rcs obiettivo utili a 45 milioni nel 2017, dice Urbano Cairo, ma prima di pensare ai dividendi c’è un debito da ripagare. Nessun interesse per ‘Il Sole 24 Ore’. C’è molto lavoro da fare, ma hanno un bravo amministratore

“L’obiettivo di ebitda da raggiungere e’ di 140 milioni che vorrebbe dire una Rcs con un utile netto di 45 milioni”. A raccontare le aspettative per il 2017 del gruppo che edita il Corriere della Sera è lo stesso presidente e ad Urbano Cairo, a margine della premiazione degli ‘M&A awards’ promosso da Kpmg e Fineurop Soditic per le aziende che hanno compiuto acquisizioni importanti “Italia su Italia”. “Siamo a meta’ del guado ma abbiamo delle prime evidenze positive” ha proseguito Cairo, ribadendo che però, prima di parlare di dividendi il gruppo ha “un debito da ripagare”.

Urbano Cairo (foto Olycom)

Parlando dei rapporti con i soci storici di Rcs, dopo la fiducia espressa da John Elkann e i recenti arrotondamenti sul titolo di Diego Della Valle, Cairo ha detto: “Io non ho mai fatto la guerra con nessuno. C’era un minimo di attenzione nei miei confronti, magari perché non mi conoscevano. C’è chi ha fatto investimenti importanti, chi aveva ambizioni penso legittime, a Della Valle ho detto se vuoi recuperare gli investimenti appoggiami…”

Interpellato sulla situazione del ‘Sole 24 Ore’ Cairo ha detto: “Al Sole non ci ho neanche pensato”. “Non mi ha chiamato nessuno”, ha aggiunto. “Al Sole c’e’ da fare un gran lavoro ma hanno un bravo amministratore delegato”, ha detto poi esprimendo un giudizio positivo sul manager che guida il gruppo editoriale. “Ha qualità notevoli”, ha spiegato, “ha fatto benissimo in Amplifon e può fare molto bene anche al Sole 24 Ore”.

Nelle sue dichiarazioni spazio anche alla politica, alla quale l’editore di La7 e presidente del Torino ha ribadito di non pensare. “Nessuna intenzione di entrare in politica”, ha spiegato, aggiungendo: “Ho un’azienda con 4500 dipendenti, con un fatturato di 1,3 miliardi”.

A chi gli ha chiesto che opinione abbia sul movimento di Beppe Grillo – proprio nel giorno in cui Davide Casaleggio ha fattlo la sua prima apparizione tv scegliendo gli studi di ‘Otto e mezzo’ – ha risposto: “Io non ho una simpatia o una particolare predisposizione”, pur considerandolo un “importante” attore politico, visto che “avrebbe circa il 27%” dell’elettorato nei sondaggi. “Tuttavia – ha precisato – i miei giornali sono indipendenti: Mentana fa un tg che reputo ben fatto, Lilli Gruber e’ diventata un punto di riferimento e altrettanto fanno Giovanni Floris e Gianluigi Paragone”.