07 aprile 2017 | 12:13

In Commissione cultura ennesima occasione persa per riformare il Cnog. Franchina: grottesco pensare di accorpare in un unico collegio Abruzzo e Molise. I problemi sono altri

“Un’altra occasione perduta per tentare di risolvere le vere problematiche del decreto”. Così Santino Franchina, presidente facente funzioni dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha commentato il parere della Commissione Cultura della Camera sul decreto legislativo recante la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Santino Franchina (Foto Olycom)

“Invece di eliminare situazioni paradossali segnalate dal Cnog, la Commissione ne propone altre al Governo come quella dell’accorpamento in un unico collegio di Abruzzo e Molise. Una soluzione grottesca per trovare un posto alle minoranze linguistiche tra i pubblicisti ma che di fatto sancisce la cancellazione del Molise dalla geografia ordinistica nazionale, mentre altre regioni con un minore numero di iscritti potranno avere, in ipotesi, anche tre rappresentanti”.

Nell’esprimere piena solidarietà ai colleghi “sacrificati” di Abruzzo-Molise, Franchina condivide le preoccupazioni espresse dai presidenti delle due regioni interessate, Stefano Pallotta (Abruzzo), Antonio Lupo (Molise), che hanno definito l’accorpamento “un ingiustificato arbitrio che ha le sembianze di una toppa malmessa su una abborracciata modifica alla normativa professionale”.

Secondo Franchina “quella di non condividere delle soluzioni adeguate con l’unico organo di rappresentanza, quale il Cnog, conferma una grave mancanza di volontà a risolvere le vere problematiche e nel contempo una palese necessità di soddisfare suggerimenti soggettivi e unilaterali. Sul filo di questa frettolosa esigenza, in Commissione si sono “persi”, tra l’altro, il voto online e la possibilità di individuare un
sistema elettorale più proporzionato ed equilibrato”.

“L’unico aspetto condivisibile – conclude il presidente – è il limite del venti per cento sul totale dei componenti professionisti che ciascun ordine regionale può eleggere in modo di dare più spazio agli ordini con più di mille iscritti”.