10 aprile 2017 | 14:23

Più di 2.000 i giornalisti accreditati, 693 i relatori, provenienti da 44 paesi diversi. I numeri dell’11esima edizione del Festival del Giornalismo di Perugia

“Se fino all’anno scorso essere al Festival di Perugia era importante, adesso è diventato indispensabile”. Sono le parole di Greg Barber, direttore dei progetti per le notizie digitali del Washington Post, quelle con cui gli organizzatori, Arianna Ciccone e Chris Potter, hanno scelto di aprire la conferenza stampa di bilancio dell’11ma edizione della manifestazione che si è chiusa ieri nel capoluogo umbro dopo cinque giorni.Un attestato di stima che, hanno raccontato ancora Ciccone e Potter, è arrivato anche dai rappresentanti della Cnn, che “vogliono essere coinvolti nell’edizione del prossimo anno”, la 12esima, già programmata a Perugia dall’11 al 15 aprile.

Più di 2.000 i giornalisti accreditati, 693 i relatori, provenienti da 44 paesi diversi. Gli eventi, tutti a ingresso libero e in diretta streaming, sono stati 287, in 15 luoghi del centro storico di Perugia. Sono stati 14 gli alberghi prenotati a Perugia solo dall’organizzazione del Festival per speaker e accompagnatori, per un totale di 2.022 camere nei cinque giorni dell’evento.

Il Festival, hanno sottolineato ancora, è stato seguito e commentato in tutto il mondo, correndo sulla Rete: circa 170 mila le visite al sito internet, su Facebook, 655 mila sono state le visualizzazioni, oltre 120 mila le persone raggiunte fuori dall’Italia via Facebook ed oltre 500 mila gli utenti, in Italia e all’estero, raggiunto nei cinque giorni; su Instagram, 2.079 post pubblici; oltre 50 mila gli accessi per i video del canale youtube; 35 mila infine i tweet provenienti da circa 11 mila utenti diversi (e da quattro continenti) con l’hashtag ufficiale del Festival #ijf17 entrato tra i trending topic in Italia, e nel corso del Festival entrato nelle tendenze Twitter in Stati Uniti, Inghilterra, Svizzera, Australia, Austria.