11 aprile 2017 | 12:19

Eni contro Report: seconda puntata dello scontro in diretta sui social media

Marco Bardazzi fa il bis. Il direttore comunicazione dell’Eni ha ribattuto in tempo reale sui social media alle affermazioni di una controversa puntata di Report, in onda ieri lunedì 10 aprile su Raitre, dedicata ancora una volta alla vicenda nigeriana – la presunta tangente da un miliardo di dollari che sarebbe stata pagata da Eni e Shell per una importante concessione petrolifera nel Paese africano – e anche al salvataggio dell’Unità nel 2014 da parte del costruttore Pessina in cambio di appalti in Kazakistan che una società del gruppo Pessina avrebbe ottenuto da un consorzio controllato sempre da Shell ed Eni.

Una ricostruzione che il gruppo petrolifero italiano ha smentito recisamente, esattamente come l’aveva smentita due anni fa in occasione di un’altra incandescente puntata di Report, andata in onda nel dicembre 2015, pochi mesi dopo l’arrivo di Bardazzi all’Eni, proveniente dalla Stampa. Anche in quell’occasione il manager aveva ribattuto punto per punto alle accuse mosse dalla trasmissione, all’epoca condotta da Milena Gabanelli, con una raffica di tweet e con un dossier intitolato ‘Report: le nostre risposte’ pubblicato sul sito aziendale eni.com. Un caso da manuale di crisis management sul second screen – l’utilizzo cioè dei mezzi digitali e di Twitter in particolare per fare emergere la posizione ufficiale dell’azienda – che è valso alla comunicazione dell’Eni un particolare riconoscimento della giuria del premio Assorel per le relazioni pubbliche, lo scorso novembre.

Il 10 aprile la storia si è ripetuta: Bardazzi e i suoi collaboratori hanno rintuzzato le accuse mosse dal programma di Raitre, facendo una sorta di fact checking in diretta, anche con l’utilizzo di animazioni e infografiche. Come quella utilizzata per smentire il racconto di Vincenzo Armanna (ex dirigente Eni e oggi tra i principali accusatori del gruppo), secondo cui una mazzetta da 50 milioni di dollari sarebbe stata trasportata fuori dalla Nigeria su due trolley caricati su un aereo dell’Eni. La grafica mostra come 50 milioni in banconote da cento dollari pesano 450 chili ed impossibile che stiano in due valige.

Bardazzi è comparso anche in video, sia su Twitter sia su Facebook, per spiegare le ragioni dell’azienda e ribadire che “i processi non si fanno in tv ma nelle aule dei tribunali”. Nel filmato live trasmesso su Facebook,il direttore comunicazione dell’Eni era affiancato da Marco Bollini, direttore affari legali del gruppo e dal suo predecessore Massimo Mantovani, che hanno fornito alcune risposte a caldo, in diretta, su quanto raccontato da Report.

Ma anche la redazione di Report ha comunicato in diretta sui social riproponendo pezzi che testimoniano lo sviluppo dell’inchiesta.

 

Nella guerra dei tweet e’ entrato anche Guido Stefanelli, ad di Pessina Costruzioni che ha risposto alle accuse di Report, di aver rilevato il quotidiano del Pd, l’Unita in cambio di commesse Eni in Kazakistan, smentendo l’esistenza di appalti, commesse, riprendendo quanto scritto sul sito  dopo la pubblicazione di un articolo del Fatto Quotidiano con le anticipazioni di Report.